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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Litiga con un dipendente, lo spinge a terra e lo trascina in cortile: denunciato un uomo

A l'uomo sono stati anche cautelativamente ritirate tutte le armi che possedeva, ritenendo che possa essere capace di abusarne, vista la dinamica dei fatti riferiti

Un diverbio tra un operaio e il titolare dell'azienda sfocia in violenza. È accaduto a ottobre, in una ditta d’infissi di Brunico dove l'operaio ha chiamato il Nue (Numero unico per le emergenze) 112 dicendo all’operatore della centrale dei carabinieri di essere stato malmenato dal proprio capo. Immediato l’intervento di un’autopattuglia. Giunti sul posto i carabinieri hanno trovato il richiedente, un operaio 40enne, a terra nel cortile dell’azienda, dolorante con un braccio visibilmente rotto o lussato. I carabinieri hanno fatto intervenire un’ambulanza e mandato l’uomo in ospedale dove i medici hanno riscontrato una brutta lussazione e frattura della spalla e l’hanno dovuto operare.

Nel frattempo i militari hanno acquisito le testimonianze delle persone presenti e scoperto che il diverbio sarebbe nato per una banale questione di lavoro ma che poi sarebbe degenerato in grida e parole "pesanti". Quindi la vittima sarebbe stata spinta a terra dal proprio capo, sbattendo la spalla, che probabilmente si è rotta in quel frangente. Il capo poi, probabilmente molto adirato, anziché aspettare i carabinieri negli uffici della ditta, avrebbe trascinato fuori il dipendente, lasciandolo a terra in cortile.

L’uomo, una volta uscito dall’ospedale, è andato subito dai carabinieri a presentare denuncia-querela. Le lesioni sono risultate di tale gravità che probabilmente, a prescindere dall’iniziale prescrizione medica, i carabinieri avrebbero comunque proceduto d’ufficio.

"I militari dell’Arma, ravvisandone l’urgenza, sono quindi andati a casa dell’imprenditore denunciato e gli hanno cautelativamente ritirato tutte le armi che possedeva, ritenendo che possa essere capace di abusarne, vista la dinamica dei fatti riferiti. Si tratta di alcuni fucili da caccia. Hanno quindi informato il prefetto commissario del Governo che ora valuterà se emettere un provvedimento di divieto di detenzione armi. In tal caso l’uomo avrà alcuni mesi di tempo per cederle e non potrà più acquistarne né ottenere licenze di porto d’armi".

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