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Positivi del test rapido: Zaia li conta e il Trentino no. Opposizioni all'attacco

Mozione per chiedere più trasparenza sui dati ed aumentare il tracciamento. In Veneto Zaia ha già annunciato che i positivi del test rapido saranno conteggiati

Verità sui contagi: le opposizioni in Consiglio provinciale tornano a chiedere alla Giunta leghista un atteggiamento più trasparente e responsabile sui dati del coronavirus. Dati che per ora mantengono il Trentino in "zona gialla" sebbene accerchiato da Lombardia ed Alto Adige, già dichiarati "rossi", ed il Veneto che si candida a diventare "arancione".

"Nella gestione del Covid c'è un grosso rischio. L'obiettivo di tutelare il sistema economico potrebbe far cadere nella convinzione che se si riesce a nascondere qualche dato, allora sarà più facile passare la seconda fase della pandemia senza lockdown", scrive in una nota il Partito Democratico, che ieri ha presentato una mozione per un cambio di rotta nel conteggio dei nuovi casi.

I positivi al test rapido non si contano

La polemica è esplosa dopo l'intervista del Tgr Rai al dirigente del Dipartimento Prevenzione Antonio Ferro il quale ha dichiarato che a chi risulta positivo al test rapido non sarà effettuato un tampone di conferma. E' chiaro, ma questa è una deduzione che il dirigente ha lasciato in sospeso, che questi pazienti di fatto non finiscono nel totale dei casi quotidianamente registrati dal bollettino provinciale e trasmessi a Roma.

In Veneto il governatore Zaia ha già dichiarato di voler inserire i positivi dei test rapidi nel conteggio totale. L'Alto Adige si premura di dare massima precedenza al tampone di conferma a chi risulta positivo al test rapido. Il Trentino tace, ed il sospetto è che dietro ci sia la volontà di rimanere "gialli", a costo di truccare i numeri. Sulla questione avevano già chiesto delucidazioni sia l'ex assessore alla Salute Luca Zeni del PD, sia i consiglieri del Patt. 

"Abbiamo presentato una risoluzione per chiedere alla Giunta di cambiare rotta, di essere trasparente, di aumentare il numero dei tamponi, coinvolgendo Cibio, Istituto Zooprofilattico e laboratori privati disponibili, di potenziare il personale per il tracciamento" scrive il PD. Ancora una volta, come già accaduto durante la prima ondata (quando il Trentino passò da miglior territorio a peggiore dopo un cambio nelle modalità di conteggio delle vittime), sui numeri si chiede trasparenza e responsabilità. 

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