Cronaca

Taibon: un passo avanti o lo stesso "inganno" di Lamon?

Disilluse le reazioni dell'ex presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon e dell'ex sindaco bellunese Gianclaudio Bressa, oggi deputato del PD eletto in Trentino Alto Adige. Lo scorso aprile il 97% votò per l'annessione, come 8 anni fa a Lamon

L'apertura da parte del consiglio provinciale all'annessione al Trentino del comune bellunese di Taibon Agordino ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo politico veneto. Sebbene il sì di Trento rimanga legato all'effettiva attuazione delle procedure per la modifica dello Statuto di Autonomia, che devono passareda Roma, la decisione è stata presa come un segnale politico importante, nel bene e nel male.

Per il senatore PDL Giovanni Piccoli " la modifica dei confini trentini non è più un tabù, si aprono nuovi scenari ed opportunità per tutto il bellunese". I referendum nei comuni veneti confinanti sono stati molti negli ultimi anni. Ad andare alle urne per l'annessione al Trentino erano stati Arsiè, Canale d'Agordo, Cesiomaggiore, Falcade, Gosaldo, Rocca Pietore e la cittadina di Feltre a febbraio, senza però raggiungere il quorum, per pochi voti in qualche paese.

Ma nel 2005 il primo fu il comune di Lamon dove ben il 93% dei cittadini votò per il sì. Poi lo scorso aprile anche Pieve di Cadore (per l'annessione al Friuli Venezia Giulia) e Taibon votarono e solo in quest'ultimo comune si raggiunse il quorum con il 54% di cittadini, di cui il 97% per il sì. Un "successo" che forse ha fatto propendere i consiglieri trentini per una prima apertura, ma che rischia di mettere in ombra il caso di Lamon, storicamente più legato al Trentino e primo fra i comuni veneti a chiedere l'annessione.

Un punto che fa pensare ad una mossa quantomeno avventata da parte della Provincia autonoma: "demagogia" secondo l'ex presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon "credo che questo sia un modo discutibile di operare. Non vedo un disegno coerente, sul quale riflettere. Mi sarei aspettato una discussione di merito, mentre vedo una totale assenza di pensiero. C’è questa posizione estemporanea di Margherita Cogo, che magari ci crede, ma non dimentichiamo che il prossimo 27 ottobre si voterà per il nuovo consiglio provinciale trentino" ha dichiarato al Corriere delle Alpi.

Ancor più disilluso Gianclaudio Bressa, ex sindaco di Belluno e ora deputato, eletto come capolista del PD nella circoscrizione Trentino-A.A.: "il problema è lo stesso già visto per Lamon: pronunciamenti favorevoli da parte di province e regioni non contano perchè la questione finisce alla camera dove non se ne parla più: è un inganno perpetuo". 

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