Suicidi in carcere a Trento, il sindacato denuncia: "Manca il medico 10 ore su 24"

"Non possiamo sapere quanti detenuti hanno pagato sulla propria pelle l'assenza di un medico e di un infermiere nelle ore notturne" si legge in una nota del Sinape, il sindacato della polizia penitenziaria che da anni denuncia una situazione che stride con la modernità della struttura

Il recente caso di suicidio nel carcere di Trento fa tornare di attualità una situazione da tempo denunciata dal Sinappe, il sindacato della polizia penitenziaria: a Trento il medico in carcere c'è solamente di giorno. I poliziotti penitenziari non sono preparati dal punto di vista medico, spiega una nota del sindacato, e 10 ore (quelle notturne, le più rischiose) su 24 si trovano a dover valutare, senza ovviamente averne le competenze, se e quando richiedere l'intervento di un medico esterno, una lacuna che mette a rischio il diritto alla salute dei detenuti, vanificando gli sforzi fatti dalla Provincia di Trento per la costruzione di una struttura all'avanguardia. La decisione spetta al Ministero della Giustizia che gestisce la casa circondariale in ogni aspetto. 

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