Stupro in un locale del centro, le donne della Lega: "Chiediamo da tempo la castrazione chimica"

Il messaggio delle consigliere comunali della Lega: "Solidarietà alla studentessa, la Lega da tempo si batte per la castrazione chimica per stupratori e pedofili"

"Castrazione chimica per gli stupratori": la Lega non perde l'occasione per rilanciare un vecchio slogan, dopo la notizia di un presunto caso di violenza sessuale consumatosi nei bagni di un centralissimo locale pubblico della città. Una studentessa universitaria, a Trento per un progetto internazionale, si è rivolta alla Questura denunciando di essere stata aggredita e violentata nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 febbraio. La Squadra Mobile ha immediatamente aperto un'indagine ed il Questore ha disposto la chiusura, per un mese, del locale.

"Violentata nel bagno del locale": indaga la Questura

Altrettanto immediata la solidarietà espressa dalle donne del gruppo della Lega in Consiglio comunale: Bruna Giuliani, Claudia Postal e Martina Loss. "Un fatto increscioso che dimostra, ancora una volta, come sia necessario intervenire in modo tale da evitare episodi spiacevoli come questo. Il carcere non basta per chi compie stupri: la Lega lo afferma da tempo e ha svolto già tempo fa una raccolta di firme su una proposta di legge che chiede per pedofili e stupratori galera e castrazione chimica". 

Minorenne vuole denunciare violenza, la Questura la rimanda a casa

Il riferimento, a quanto pare, è alla raccolta firme lanciata dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini in favore dell'emendamento proposto nella primavera 2019 all'interno di un disegno di legge sulla violenza di genere, emendamento poi cassato da un parere negativo del Ministero della Salute.

Salvini annunciò un weekend di raccolta firme in tutta Italia il 29 aprile dell'anno scorso, dopo i fatti di Viterbo, che vedevano coinvolti due militanti di Casa Pound, uno dei due consigliere comunale, accusati di aver stuprato in un circolo privato una donna di 36 anni, dopo averla fatta ubriacare. L'emendamento però era già stato presentato a febbraio, ed aveva già ottenuto il parere negativo del Ministero della Salute. In un weekend la Lega raccolse circa 50.000 firme in tutta Italia. Non è dato sapere se la raccolta sia andata avanti nè se le firme siano state consegnate a qualche istituzione. 

L'emendamento proponeva di modificare l'articolo 165 del Codice penale introducendo una sospensione della pena qualora il condannato si fosse sottoposto volontariamente, è bene specificarlo, ad un trattamento di inibizione della libido. Una sottomissione volontaria e non obbligatoria, in quanto l'obbligatorietà andrebbe contro l'articolo 27 della Costituzione, che introduce il limite del "senso di umanità" nella pena. 

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In Europa questo metodo è permesso in 13 Paesi: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria ed Islanda. In ogni caso si tratta sempre di un'opzione alla quale aderire volontariamente, in cambio di una sospensione della pena. 

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