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Pirateria

Streaming illegale, sequestrate 500 risorse web e 40 canali Telegram

Un unico abbonamento chiamato "Applicazione Ufficiale" permetteva, a un prezzo irrisorio, di vedere qualsiasi canale Tv e Pay Tv

In un unico abbonamento davano accesso a canali Tv e Pay Tv illegalmente, la guardia di finanza ha sequestrato 500 risorse web e 40 canali Telegram. La notizia è stata divulgata a fine maggio. Le indagini del nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della guardia di finanza hanno interessato diverse regioni d'Italia, compreso il Trentino Alto Adige e hanno riguardato il contrasto del fenomeno della pirateria audiovisiva, la “Iptv” - Internet Protocol Television, realizzata attraverso la trasmissione non autorizzata di contenuti protetti su rete internet.

In previsione dell’ultima giornata del campionato di calcio di serie A e della finale di Conference League, gli specialisti informatici delle fiamme gialle hanno registrato centinaia di nuovi servizi e di risorse dedite alla vendita di attività di Iptv mediante streaming illegali.

Numerosi canali Telegram, alcuni con oltre 20mila iscritti, ne pubblicizzavano i vantaggi e la convenienza offrendo in un unico abbonamento chiamato "Applicazione Ufficiale", a un prezzo irrisorio, qualsiasi canale Tv e Pay Tv visibile in simultanea da qualunque dispositivo (telefono, tablet, televisore, computer, etc) assicurando la possibilità di una prova gratuita della durata di un’ora, assicurando la garanzia di anonimato a vantaggio dei fruitori.

Contestualmente al sequestro delle oltre 500 risorse Web e dei relativi 40 canali Telegram, avvenuto in simultanea con la prima gara del week-end e nuovamente riproposto per la finale della competizione europea, è stato, infatti, implementato un vero e proprio sistema di tracciamento che ha consentito di individuare i fruitori dei flussi pirata. Chiunque ha provato a di collegarsi ai servizi pirata è stato immediatamente reindirizzato su un apposito pannello informativo che avvertiva che il sito tramite il quale si stava visionando il programma era sottoposto a sequestro ed i dati di connessione tracciati.

Le conseguenti analisi svolte dagli investigatori hanno, allo stato, consentito di appurare l’esistenza di un nuovo sistema di gestione dei flussi informatici, denominato “Stream Creed”, che risulterebbe derivare dal codice sorgente della già nota “Xtream Code”, piattaforma pirata mondiale smantellata dal medesimo Nucleo Speciale nel 2019.

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