Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Piazza Fiera

L'Italia deve fare una legge sulle coppie omosessuali: la condanna di Strasburgo passa per Trento

Da un ricorso partito nel 2009, quando il sindaco Andreatta si rifiutò di iscrivere una coppia nel registro, la sentenza della Corte per i diritti umani, pubblicata oggi: l'Italia non può lasciare le coppie omosessuali nel vuoto normativo

Una nuova condanna all'Italia da parte della Corte di Strasburgo per il mancato riconoscimento delle unioni omosessuali: la condanna passa da Trento. Si tratta di due casi di coppie omosessuali che chiesero, nel 2009, l'iscrizione nel registro comunale di Trento, ricevendo per tutta risposta il rifiuto da parte dell'allora, e tutt'ora, sindaco Alessandro Andreatta. I due casi vennero unificati nel cosiddetto "caso Oliari", dal cognome di uno dei ricorrenti.

Dopo il rifiuto da parte del sindaco scattò in ricorso, seguito dall'avvocato Alexander Schuster, rigettato in primo grado e poi rinviato alla consulta da parte della Corte d'Appello. "La Corte costituzionale statuì che riservare il matrimonio alle coppie eterosessuali non era incostituzionale, ma che vi era un diritto fondamentale delle coppie omosessuali a ottenere il riconoscimento delle loro unioni - spiega Schuster -. Il Parlamento, come noto, è tuttora inadempiente a questo sollecito, tanto che è stato ribadito dalla Corte costituzionale nel 2014. La Corte di appello prese atto di tale esito dell’incidente di costituzionalità e rigettò il reclamo".

A quel punto l'avvocato trentino, primo caso in Italia, decise di rivolgersi direttamente alla Corte dei Diritti Umani di Strasburgo. Erail 21 marzo del 2011. Oggi è stata resa pubblica la sentenza: la Corte europea riconosce il diritto dei ricorrenti ed impone all'Italia di porre rimedio ad un vuoto legislativo che si protrae da anni. Come spiega l'avvocato Schuster in un comunicato "la quarta sezione, presieduta dal giudice di designazione italiana Raimondi, pur riconoscendo che la non estensione del fondamentale diritto al matrimonio rimane una scelta legittima degli Stati, afferma però come non sia più ammissibile lasciare queste coppie nel vuoto normativo. L’Italia è tenuta a introdurre le unioni civili". Va precisato che la decisione non è difinitiva, rimane sempre la possibilità, sia da parte dei ricorrenti ma soprattutto da parte dello Stato, di chiedere il riesame entro i prossimi tre mesi. 

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