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Il lutto

Il dolore per la morte di Stefano, morto folgorato in cantiere: "Era un uomo prezioso"

La Pro Loco ha annunciato che la tanto attesa Sagra del Carmen si terrà in una versione ridotta rispetto quanto preventivato

Una persona generosa, sempre pronta a impegnarsi per tutti. Un uomo solare e mai livoroso. Era difficile vederlo rabbuiato o arrabbiato. Lo descrivono così i vigili del fuoco del gruppo volontario di Revò, di cui faceva parte proprio Stefano Arnoldo, il 39enne che sabato 15 luglio è morto dopo essere stato folgorato dalla corrente elettrica in un cantiere di casa sua. La notizia ha gettato nel lutto tutta la comunità di Revò, tanto che la Pro Loco locale ha annunciato che la tanto attesa Sagra del Carmen si terrà in una versione ridotta rispetto quanto preventivato.

Lutto della Pro Loco in vista della sagra di carmen dopo la morte di Stefano Arnoldo

“La Sagra del Carmen è stata purtroppo funestata da un grave lutto che ha colpito l'intera Comunità di Revò - si legge in un post su Facebook -. Come Pro Loco, a festa già avviata, abbiamo ritenuto di contenere i festeggiamenti chiudendo entrambe le giornate a mezzanotte. Vuole essere un segno di vicinanza alla famiglia e a tutte le persone che hanno voluto bene a Stefano e apprezzato il suo saper mettersi gratuitamente a disposizione degli altri. Da parte nostra un affettuoso abbraccio alla famiglia e certamente non mancheremo di ricordare Stefano nel corso di questa Sagra così difficile”. Revò dunque, come tutta la Val di Non, perde dunque quello che è stato definito anche un “uomo prezioso”, proprio per la sua disponibilità, per la sua propensione a mettersi a disposizione degli altri e della comunità senza chiedere nulla in cambio.

Chi era Stefano Arnoldo

Stefano Arnoldo lavorava alla Ebara di Cles come manutentore e da sempre dava anche una mano al padre Pierino nell'azienda agricola di famiglia proprio a Revò. Il cantiere era attivo da qualche mese, dopo che la famiglia Arnoldo aveva deciso di procedere al rinnovamento dell'edificio tramite demolizione e ricostruzione. Il cantiere era curato dalla ditta Kofler, della famiglia della moglie di Stefano, Nadia. Oltre a lei, Stefano lascia tre figli piccoli, la madre Paola e le due sorelle.

Che cosa è successo

Stefano Arnoldo è rimasto folgorato dalla corrente elettrica. Secondo una prima ricostruzione l’uomo ha toccato la recinzione che proteggeva la gru presente nel cantiere. Non è chiaro se sia stata una disattenzione dell’operaio o se la corrente non dovesse passare di lì. Di certo la rete era elettrificata e il 39enne l’ha toccata. È stato fatale. L’uomo è andato subito a terra, sotto gli occhi dei cognati che hanno provato a salvarlo, uno di loro è anche rimasto a sua volta leggermente ustionato per toccare il corpo di Stefano.

Operaio folgorato dalla corrente elettrica

Stefano Arnoldo era stato inizialmente stabilizzato e i soccorritori avevano potuto trasferirlo all’ospedale Santa Chiara di Trento. I medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita ma la sue condizioni erano troppo gravi. Il cuore di Stefano Arnoldo ha smesso di battere poco prima delle 18:30.

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