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Lavoro, personale della Corte d'Appello proclama lo stato di agitazione

I sindacati chiedono alla Dirigenza "corrette relazioni sindacali e la rimozione degli atti unilaterali in materia di orario di lavoro. Le parti sociali sottolineano "l’illegittimità dei reiterati rilievi, da parte del Dirigente al personale"

Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL PA del Trentino hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale della Corte d’Appello di Trento per richiedere alla Dirigenza corrette relazioni sindacali e la rimozione degli atti unilaterali in materia di orario di lavoro. Le parti sociali sottolineano "l’illegittimità dei reiterati rilievi, da parte del Dirigente al personale, per presunte violazioni dell’obbligo del completamento dell’orario di lavoro, in quanto si tratta di agibilità riferite alle “fasce di flessibilità”, regolate da norme di natura contrattale e da apposita contrattazione di posto di lavoro, richiedendo un incontro urgente anche per altre materie soggette ad informazione quali lo straordinario e la banca delle ore.  A tali richieste non è stato dato alcun riscontro, configurandosi pertanto una scorretta interpretazione delle relazioni sindacali ed in particolare dell’obbligo di informazione".

Secondo i sindacati, inoltre, "Affatto secondaria è la unilaterale modifica dell’applicazione della flessibilità, essendo la stessa frutto di un preciso accordo sindacale e conseguente disposizione di servizio, oggi autonomamente disatteso e reinterpretato in modo restrittivo. Le ragioni della mobilitazione del personale risiedono nelle conseguenze pratiche di tale situazione, poiché si interviene in ambiti che hanno a che fare con la gestione dei tempi di vita e lavoro di un personale di età media ultracinquantenne, costringendolo ad un orario di lavoro rigido senza peraltro alcuna ragione in termini di efficienza o funzionalità dell’Ufficio che, anche grazie alla flessibilità di orario, ha da sempre raggiunto tutti gli obiettivi di efficienza risultando ai primi posti in Italia". 

Per questi motivi, "ritenendo di dover assumere una decisa e unitaria azione sindacale affinché si ristabiliscano nel metodo e nel merito corrette relazioni sindacali rispettose dei ruoli di ciascuna delle parti e non si proceda in modo unilaterale in materia di orario di lavoro, aspetto essenziale del rapporto di lavoro, sentito il personale che alla quasi unanimità ha dato apposito mandato alle organizzazioni sindacali, le stesse dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale della corte d’appello di Trento con rinvio ad ulteriori iniziative successive, quali assemblee, presidi, conferenze stampa, nel caso perdurassero le questioni sopra esposte".

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