Lago di Garda, troppo stanco non riesce a tornare a riva con la tavola da sup: il salvataggio

È solo uno degli interventi della polizia di stato per portare al sicuro turisti e sportivi

Un ragazzo che sfinito non riesce più a far rientro in spiaggia; quattro persone su una barca col motore in avaria lontano da porto; un kite surfer che a causa del forte vento si ritrova al largo. Sono solo alcuni dei salvataggi che la squadra acque interne della polizia di stato ha effettuato al lago di Garda.

"Sono molti e in alcuni casi pericolosi i salvataggi compiuti dalla squadra del commissariato di Riva del Garda - si legge in una nota della questura -. Protagonista è il vento, così noto a livello internazionale tanto che molte manifestazioni sportive, anche, a livello mondiale trovano nelle acque del Garda il loro scenario ideale. Il vento del Garda (...) può essere fonte di grossi pericoli per chi lo affronta con superficialità ed inesperienza".

Diversi i casi che hanno richiesto l'intervento degli agenti, come quello di un catamarano scuffiato con a bordo tre persone; di un surfista in crisi a causa della rottura del boma; di un altro catamarano schiantato contro gli scogli di spiaggia Sabbioni; e ancora di un gommone, incapace di proseguire, a causa della rottura del motore.

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"I soccorsi e i salvataggi rappresentano uno dei pilastri dell’attività della Polizia di Stato - commenta il vice questore Salvatore Ascione, dirigente del commissariato di Riva del Garda - ma non devono costituire l’occasione per favorire il rischio al pericolo per inesperti o persone non attrezzate per le attività che si accingono a compiere. In molte occasioni, infatti, i soccorritori, anche per la superficialità di coloro che vengono soccorsi, hanno messo in pericolo la loro vita, quando, con solo un po’ di attenzione, si poteva evitare".

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