L'albero di Natale trentino a Roma si chiama "Spelacchio". Il tecnico forestale: "Non era così quando è partito"

Il tecnico forestale della Val di Fiemme a RadioUno: "Non era così quando è partito da qui". Ormai il povero albero di Natale di Roma è diventato un'icona nazionale

"Spelacchio" non era affatto tale quando è partito dai boschi della Val di Fiemme, la colpa è del Comune di Roma che lo ha "sfrondato" mettendo gli addobbi. A scrivere l'ultimo capitolo, finora, della vicenda dell'albero più chiacchierato d'Italia è Ilario Cavanda, tecnico forestale trentino, che, intervistato da RadioUno ha dichiarato: "vi posso garantire che l'albero era in perfette condizioni. Sono diversi anni che forniamo uno o due alberi di Natale a Roma, e vista l'importanza della città, forniamo sempre alberi in perfette condizioni, ve lo garantisco".

Spelacchio, Roma rimuove l'albero di  Natale: "E' tecnicamente morto" CLICCA QUI

L'immagine, verde e selvaggia, del Trentino è dunque salva. La  colpa semmai, sarebbe del Comune di Roma: "Gestire un albero di queste dimensioni è difficile, la fase di allestimento è molto delicata". Una vicenda, diventata un caso nazionale, non priva di risvolti ironici: c'è perfino chi, come Valeria Montebello su Linkiesta.it (clicca qui) vede nel povero Spelacchio lo specchio del paese, lo spirito del Natale, una post-moderna e irridente opera d'arte.
 
 

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