Consiglio di classe straordinario per cambiare i voti del figlio, il sovrintendente: "Mai accaduto"

Sulla vicenda il Pd ha presentato un'interrogazione. Il sovrintendente: "Fatti mai accaduti, non escludo azioni legali"

Consiglio di classe straordinario convocato per alzare i voti al figlio: questa la pesante accusa nei confronti di un sovrintendente scolastico di Bolzano. La convocazione sarebbe arrivata venerdì scorso, a poche ore dalla pubblicazione delle pagelle. Nella bufera è finito è finito Vincenzo Gullotta, sovrintendente scolastico della Provincia autonoma di Bolzano, che nega tutto: "L'articolo si basa su fatti mai accaduti" scrive in un comunicato, dicendosi pronto a valutare azioni legali.

A chiedere chiarezza sull'accaduto, evidentemente informato dei fatti, è stato il consigliere provinciale del Partito Democratico Sandro Repetto. La vicenda, riportata in prima pagina dal Corriere dell'Alto Adige, è diventata un caso nazionale, essendo stata ripresa sulle pagine online di due tra i maggiori quotidiani italiani, il Corriere della Sera ed Il Fatto Quotidiano.

Secondo quanto riportato sui due giornali il figlio del sovrintendente avrebbe ricevuto una pagella con un 7 ed un 6, laddove nel primo quadrimestre c'erano due 8. Tanto sarebbe bastato per convocare un consiglio di classe straordinario e correggere i due voti, prima della pubblicazione ufficiale.

A convocare il consiglio di classe, ovviamente, non è stato direttamente il sovrintendente, ma un insegnante che avrebbe chiesto ai colleghi di correggere un "errore formale". La questione sembra infatti sorgere dalla decisione, o meno, di considerare i voti del primo quadrimestre nella media finale. Una decisione che è lasciata ai singoli consigli di classe. Trattandosi, però, del figlio di un sovrintendente la questione è sembrata sospetta.

"Se fosse vero sarebbe un gesto di una gravità inaudita e al quale devono seguire misure drastiche. I voti modificati o fatti modificare al “figlio di” sono quel malcostume che mai vorremmo vedere e che annichiliscono il sistema scolastico e gli insegnanti" scrive il consigliere Repetto sulla sua pagina Facebook.

Raggiunto dal giornalista del Corriere della Sera il dirigente dell'istituto scolastico in questione ha negato di aver mai avuto comunicazioni "dall'alto" in merito. Anche il diretto interessato nega qualsiasi pressione sull'istituto e risponde al Corriere del'Alto Adige così: "L'articolo mi amareggia molto, prima di tutto come padre e come cittadino, poi come funzionario. Comprendo la divergenza di opinioni ed anche le critiche sull’operato professionale, ma ritengo estremamente scorretto strumentalizzare la famiglia e in particolare un minore per screditare una figura professionale, per di più senza alcun fondamento di verità, sulla base di fatti mai accaduti. Ho intenzione di tutelare mio figlio, la mia famiglia e me stesso, valutando anche di intraprendere le azioni legali del caso”. 

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