'Ndrangheta: 15 società sotto sequestro. Non solo porfido: dalla logistica ai farmaci

Le indagini patrimoniali sulla "locale" di Lona Lases svelano rapporti con Verona, Roma e, naturalmente, con la Calabria. Sequestrati beni per quasi 6 milioni di euro

"Le indagini patrimoniali non sono solo utili, sono obbligatorie e se il patrimonio è il polmone operativo della criminalità organizzata noi dobbiamo sottrarlo alla disponibilità dei criminali". Con queste parole il Procuratore Sandro Raimondo ha presentato l'operazione della Guardia di Finanza, parallela a quella dei Ros, che ha posto sotto sequestro beni immobili, macchinari, auto e soprattutto società riconducibili ai membri della 'ndrangheta in Val di Cembra.

Sono 15 le società, di cui sei in Trentino, finite nella maxi-inchiesta. La VR Logistics a Vrona, la Finporfidi e la Solatio di Villabartolomea nel veronese, la AK servizi di Padova, le romane Quidam Rentalis, All Construction, NN Immobiliare, Future Pharma, la Big Four di Sidero in Calabria, e le trentine: Pietre Naturali Macheda, Selit Scarl, Interstones, Soluzione Ponteggi di Gardolo e Mustafa Stone Project, quest'ultima intestata a quello che è stato riconosciuto come il "braccio armato" della banda. 

Tutte società riconducibili ai vertici della "locale" di Lona Lases. Ma sono 148 le persone, fisiche e giuridiche, passate sotto la lente d'ingrandimento dei finanzieri. Un mondo fatto di società spesso fittizie, intestate a prestanome, a volte persone che fino al giorno prima erano disoccupate e che da un giorno a l'altro si trovavano intestatarie di aziende, utilizzate per gonfiare fatture, coprire il nero, ostacolare l'applicazione del motto di Giovanni Falcone: "Segui i soldi, troverai la mafia".

Si va dai reati societari alle attività di riciclaggio, dall'evasione allo sfruttamento del lavoro. Gli inquirenti hanno nominato diversi casi in cui il tenore di vita dei sospettati risultava evidentemente incompatibile con quanto dichiarato. C'è addirittura chi, per il fisco, risultava "nullatenente" ma nel corso dell'operazione sono state sequestrate auto di lusso come Mercedes e Bmw e due Range Rover.

"Le operazioni stanno proseguendo in queste ore per congelare i conti correnti collegati e bloccare così le disponibilità bancarie, ci saranno sicuramente ulteriori sviluppi" ha commentato il comandante della Polizia Tributaria di Trento maggiore Francesco Sodano. Il valore di quanto finora sequestrato sfiora i sei milioni di euro. Non solo porfido, "oro rosso" già in crisi da almeno vent'anni: nell'elenco si trovano società di trasporti e logistica, ma anche allevamento, commercio online e perfino vendita all'ingrosso di prodotti parafarmaceutici ed integratori.

Del resto l'intento era chiaro: approfittare di una terra "immacolata" per fare soldi. "E' una città bianca senza malizia, i calabresi maliziosi quando hanno visto che non girava droga e cose hanno fatto soldi della madonna. Dice che i trentini non potevano immaginare che un cristiano potesse fare imbrogli come facevano quelli lì". E' una delle frasi intercettate durante le indagini, pronunciata da quello che è considerato l'attuale "reggente" della cosca Serraino in Calabria per raccontare una sua visita in Trentino. 

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