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Società partecipate e debiti della Provincia, la Uil chiede chiarezza

Dalle ultime dichiarazioni del presidente della Provincia Rossi, infatti, è emerso che due terzi del debito consolidato del Trentino (più di un miliardo di euro) è riconducibile a queste società

Serve "un serio chiarimento sulla razionalizzazione e sugli obiettivi di Trentino Sviluppo", tenuto anche conto dell'acquisizione di Progetto Manifattura, Distretto del Porfido ed Arca Casa Legno. Lo chiede la Uil del Trentino in una nota: il sindacato vuole però chiarezza anche su tutto il sistema delle attuali dodici partecipate della Provincia e delle quindici Agenzie provinciali autonome od ad esse collegate che la UIL chiede di accendere un faro di luce per capire il futuro del complesso sistema delle partecipazioni pubbliche trentine. Dalle ultime dichiarazioni del presidente della Provincia Rossi, infatti, è emerso che due terzi del debito consolidato del Trentino (più di un miliardo di euro) è riconducibile a queste società. "Vogliamo capire quindi le ragioni del  non indifferente indebitamento accumulato da queste società e vedere se è possibile riequilibrare e razionalizzare investimenti e spese, nonché le collaborazioni. E’ da rinnovare - conclude Walter Alotti, segretario del sindacato, in una nota - e possibilmente ridurre anche la pletora di consigli d'amministrazione, collegi sindacali e  comitati d’indirizzo e burocrazie che prosperano in questa galassia".

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