Sigarette dalla Malesia: più catrame e monossido. Sequestrate 32 tonnellate, 3 arresti e 45 denunce

Maxioperazione della Guardia di Finanza: quattro bande attive in Lombardia, Campania e Puglia con rapporti nell'Est Europa

Uno dei "carichi" sequestrati

Maxioperazione della Guardia di Finanza di Trento per sgominare un'organizzazione criminale formata da quattro bande dedite al contrabbando di sigarette dall'estero, destinate al mercato clandestino italiano. L'operazione ha portato all'arresto di 3 persone e ad altre 45 denunce per associazione a delinquere con l'aggravante del reato transnazionale. Le indagini erano partite da un sequestro avvenuto al passo del Brennero nei primi mesi del 2016.

Numeri impressionanti: 32 tonnellate di sigarette per un valore complessivo sul mercato nero di 7,5 milioni di euro e corrispondenti tributi evasi per 6,5 milioni di euro. Nel blitz, scattato all'alba di venerdì 17 aprile, sono inoltre stati sequestrati 10 automezzi, tra cui 3 autoatricolati utilizzati per trasportare le sigarette di contrabbando dall'Europa dell'Est verso l'Italia. I traffici, però, avvenivano anche via mare dalla Grecia e dalla Malesia verso i porti del Sud Italia. Una curiosità: uno degli autoarticolati sequestrati è stato immediatamente "regalato", tecnicamente riassegnato, ai Vigili del Fuoco permanenti di Trento, che potranno utilizzarlo per le attività quotidiane (vedi foto nella gallery).

La Guardia di Finanza: "Sigarette di scarsa qualità"

Le indagini, durate quattro anni e svolte su tutto il territorio nazionale ed all’estero, coordinate dalla Procura di Bolzano e svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Trento, hanno permesso di ricostruire le attività criminali di quattro diverse organizzazioni contrabbandiere in affari tra loro: un "ramo lombardo" operante nelle province di Milano e Monza Brianza, un "ramo campano" attivo nelle provice di Napoli e Salerno, e due gruppi pugliesi nelle province di Brindisi e Bari. 

Nei traffici dell'organizzazione criminale non mancava nulla: Marlboro, Regina, @Mail, Richman, D&B, Gold Mount, Regal, Compliment, Winston, L&M e Minsk Super; queste le marche di sigarette contrabbandate. Non tutte "originali": nel corso delle operazioni sono state sequestrate 3,5 tonnellate di sigarette contraffatte di scarsa qualità. Come spiega la Guardia di Finanza, "si tratta di sigarette confezionate a mano e contenenti livelli molto più alti di catrame e monossido di carbonio, inoltre sono state ritrovate anche le cosiddette “illicit whites”, cioè sigarette fabbricate legalmente nel Paese di produzione, dove il consumo è minimo se non inesistente, ed esportate per essere vendute in modo illecito in altri paesi, tra cui l’Italia, dove sono in vigore divieti o limitazioni al loro commercio, generalmente perché non rispondono agli standard qualitativi".

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Dalla Malesia alla Lombardia, passando per Trento

Complessa la rete di relazioni tra diverse realtà criminali: le quattro bande erano composte prevalentemente da italiani, tra i quali alcuni vecchi esponenti di una delle più note "batterie" pugliesi in affari con "colleghi" napoletani e con un contrabbandiere operante in Svizzera, già noto alle forze dell'ordine. Le indagini sono state avviate dalla Procura di Bolzano in seguito ad un carico intercettato al valico del Brennero, ed hanno poi portato gli investigatori a seguire piste sparse per mezzo mondo. I trafficanti, infatti, grazie all’intermediazione di complici rumeni, greci, macedoni ed albanesi, si rifornivano in Grecia, Moldavia, Slovenia e Croazia, e perfino nel Sud-est asiatico, dove intrattenevano rapporti con la criminalità locale. In Italia è stata individuata una vera e propria base logistica di smistamento, situata in Brianza, dove venivano stoccate le sigarette provenienti dalla Moldavia, per essere poi rispedite verso Napoli e Salerno. 

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