Tasse su radio e musica dal vivo nei bar: dal Trentino il caso arriva alla Siae nazionale

Potrebbe portare ad una revisione della normativa nazionale la battaglia di Confesercenti del Trentino per ottenere pagamenti più chiari ma anche meno onerosi sia per la musica dal vivo che per la radiodiffusione, la cui tariffa è ancora da pagare relativamente al numero di altoparlanti. Tutto è cominciato con i controlli nei bar di Pergine lo scorso aprile

La Siae nazionale su segnalazione della Fiepet - Confesercenti del Trentino, in relazione alla eccessiva onerosità di alcune tipologie di compensi per diritto d'autore a carico degli esercizi commerciali che diffondono musica nei propri locali, ha deliberato il superamento del parametro di maggiorazione per i concertini dal vivo effettuati con più di tre esecutori. Si tratta di un primo passo rispetto ad una serie di ipotesi di revisione degli attuali accordi e tariffe che saranno oggetto di discussione alla ripresa del negoziato dopo l'estate.

“Siamo molto soddisfatti di questa prima apertura a una revisione della legge sui diritti d'autore che risale al 1941 – commenta il presidente della Fiepet provinciale e vicepresidente di Confesercenti del Trentino, Massimiliano Peterlana - Una battaglia partita dal Trentino e che ora stiamo portando avanti in sede nazionale".

La richiesta prende infatti spunto da quanto accaduto a Pergine lo scorso aprile quando la Siae aveva messo in atto una serie di controlli in decine di bar e negozi che erano stati multati con sanzioni dai 170 ai 1000 euro per non essere in regola con la normativa che prevede il pagamento di una tassa per la diffusione di musica da impianti stereo in base al numero degli altoparlanti. "Una normativa obsoleta che risale al 1941 - continua Peterlana - e che sta creando un malcontento diffuso in tutta la categoria". 

Confesercenti del Trentino si è fatta ambasciatrice di questo malcontento presso la Siae nazionale che ha acconsentito ad aprire un tavolo di confronto: "Sulla tariffazione della musica d'ambiente si son detti disponibili a superare alcuni parametri come il numero delle casse/diffusori audio per il calcolo della tariffa a favore di un calcolo più semplice e trasparente. Così come hanno mostrato apertura e persino alcune ipotesi concrete per immaginare una sorta di abbonamento ad un numero definito di intrattenimenti musicali o artistici in generale, che assicurino un risparmio per l'esercente ed un lavoro meno dispendioso per gli uffici territoriali Siae".

L'obiettivo è quello di arrivare a pagamenti più semplici ma anche meno onerosi con l'eliminazione della percentuale che Siae raccoglie sugli incassi durante le serate di musica dal vivo e di intrattenimento e con la revisione della tassa sulla musica di sottofondo, che Siae riscuote per conto della Società Consortile Fonografici, in base alle tipologie di locali, l'uso di un impianto audio in un bar non è paragonabile con quello di una discoteca. 

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