Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Centro storico / Piazza Dante

Servizio idrico, la Provincia corre ai ripari contro la norma nazionale

Il 30 giugno sarebbe dovuto entrare in vigore anche in Trentino il decreto nazionale che attribuisce all'Authority per energia e gas poteri di controllo sulle tariffe dei servizi pubblici

La Provincia corre ai ripari sulle tariffe nazionali per i servizi pubblici (energia e gas) erogati ai Comuni con meno di 10mila abitanti. Il 30 giugno, infatti, sarebbe entrato in vigore anche in Trentino il decreto approvato a livello nazionale che attribuisce all'Authority nazionale per l'energia elettrica e il gas importanti poteri di controllo sulle tariffe dei servizi pubblici. Ma la giunta ha deciso di presentare in corsa (lo ha fatto il 20 giugno) un disegno di legge per avere la potestà di definire, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, i modelli tariffari relativi al ciclo dell'acqua. Il ddl - approvato per il rotto della cuffia dalla prima commissione permanente con 3 sì, 2 no e un astenuto - prevede la gestione in regime di esclusiva da parte degli enti locali per i servizi idrico, dei rifiuti e dei trasporti pubblici locali. Per i servizi d'altro tipo (la gestione delle piscine, per fare un esempio, mentre anche gas ed elettricità hanno un regime a se stante), l'esclusiva (invece del libero mercato) viene consentita quando se ne dimostri l'opportunità per garantire l'accesso al servizio a tutti i cittadini.

In Commissione sono emersi il pieno favore al ddl da parte del Consiglio delle autonomie locali e la posizione fortemente critica, invece, di Franca Penasa della Lega Nord, secondo la quale vengono lese le prerogative dei municipi e di fatto si attribuisce alla Provincia il potere di fissare dall'alto una tariffa uniformata dell'acqua, penalizzando i piccoli Comuni ricchi della risorsa idrica. E con il rischio - ha detto Penasa - che si ripeta la censurabile esperienza della tariffa per la depurazione delle acque, imposta dalla Provincia a tutti i Comuni. La consigliera della Lega Nord Trentino ha ottenuto che il presidente della Commisione Renzo Anderle (Upt) approfondisca presso il Servizio legislativo del Consiglio se si possa temere l'incostituzionalità del disegno di legge della giunta.

L'assessore Gilmozzi, che ha presentato al proposta di legge, ha confermato che il ddl si limita a ribadire lo status quo e un'impostazione vigente dal 1993, escludendo l'applicabilità del regime di cui ai decreti nazionali e così difendendo, in realtà, l'autonomia dei nostri Comuni e della Provincia e le oltre 190 gestioni acquedottistiche comunali. I funzionari dell'assessorato hanno ulteriormente spiegato che il legislatore nazionale, prendendo le mosse dal referendum sull'acqua, ha sì garantito la gestione pubblica dei servizi idrici, ma escluso invece l'ente pubblico dalla gestione di molti altri servizi pubblici d'interesse economico. Un'impostazione da cui la Giunta Dellai dichiara di prendere le distanze. Sarà ora il consiglio provinciale ha votare il testo e farlo diventare esecutivo.
 

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