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Cronaca via sanzio

Servizi internet non richiesti: 1500 trentini si rivolgono al Centro Consumatori

Sono quasi 1500 i trentini che si sono rivolti agli sportelli di via Sanzio da gennaio, ovvero da quando l'Autorità Garante multò le quattro maggiori compagnie telefoniche intimando di smettere tale pratica commerciale. Il problema sono i servizi a pagamento, installati all'insaputa degli utenti

Servizi internet automatici, non richiesti, non desiderati, e ovviamente sovraprezzo. Un problema comune per chi ha uno smartphone, chissà quanti hanno passato ore a cercare di disinstallare servizi dei quali non conoscevano nemmeno l'esistenza: quasi 1500 trentini si sono rivolti al Centro Ricerca e Tutela  dei Consumatori di Trento. Sonno stati per la  precisione 1484 da gennaio ad oggi.

Nella maggior parte dei casi, spiega il CRTCU, si è tattato di servizi premium o contenuti  digitali attivati in maniera del tutto inconsapevole dagli utenti che con lo smartphone o il tablet navigano in internet e con un click attivano un abbonamento. "Di fatto la maggior parte delle volte il consumatore si accorge dell’avvenuto acquisto solo dopo aver visto l’addebito dei relativi importi sul credito telefonico" si leggge in una nota

"Il CRTCU consiglia a tutti i consumatori che si sono visti addebitare somme per servizi a sovraprezzo mai richiesti, di richiedere per le proprie utenze il blocco dei servizi a sovraprezzo in modo da poter prevenire tali addebiti e di chiedere al proprio operatore telefonico il rimborso di eventuali importi illegittimamente prelevati". L'attivazione senza consenso era già stata oggetto di un'istruttoria dell'Autorità Garante che a gennaio aveva condannato Tim e H3g con un milione e 750mila euro  di multa  e Wind e Vodafone con 800.000 euro. Ovviamente  era stato loro imposto il divieto di  proseguire questa pratica commerciale. Da quel giorno 1500 trentini si sono presentati, coon lo stesso  problema, agli  sportelli di  via Sanzio. 

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