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Sempre più persone in difficoltà assistite dai servizi di inclusione sociale

Nel corso del 2012 sono stati 435 gli utenti seguiti, di cui 243 italiani. Nello stesso periodo 257 persone si sono rivolte per la prima volta ai servizi sociali e di queste 79, tra cui 28 italiane

Nel corso del 2012 sono stati 435 gli utenti seguiti dall'ufficio Servizi sociali non decentrati, area inclusione sociale, di cui 243 italiani. Nello stesso periodo 257 persone si sono rivolte per la prima volta ai servizi sociali e di queste 79, tra cui 28 italiane, sono state effettivamente prese in carico. Le persone seguite sono famiglie e adulti italiani, comunitari e stranieri senza dimora ed in condizione di marginalità, donne vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, donne straniere sole in gravidanza, famiglie e adulti stranieri richiedenti asilo politico, famiglie sinte e rom residenti al campo sosta di Ravina di Trento o dimoranti sul territorio cittadino. 

Nel periodo 2009-2012 si è assistito ad un aumento degli utenti senza dimora che si sono rivolti all’area inclusione sociale, sia italiani che stranieri. L’intervento con le persone senza dimora è finalizzato a promuovere azioni mirate al raggiungimento della maggior autonomia possibile, l'obiettivo è quello di non produrre la dipendenza assistenziale, ma di favorire la possibilità che la persona decida per sé entro le proprie capacità.

È stato proprio nell'ambito di uno dei servizi ai senza dimoora, quello dell'accoglienza invernale, che si è sperimentato per la prima volta un nuovo modo di fare politiche sociali, il fareassieme, un lavoro che coinvolge fianco a fianco operatori e hope, gli homeless per, utenti dei servizi che, dopo aver vissuto una situazione di precarietà abitativa e compiuto un percorso di rielaborazione del proprio vissuto, mettono a disposizione di altri le proprie risorse. Gli hope affiancano gli operatori per sperimentare soluzioni nuove, migliorare i servizi esistenti, creare un senso di appartenenza e di corresponsabilità.

Dal fareassieme è nato ad esempio il gruppo di sensibilizzazione sulla figura del senza dimora che, da ottobre 2011 a marzo 2012, ha partecipato ad incontri con studenti delle scuole superiori, dell'università, operatori e cittadini. Il gruppo è composto per metà da persone che hanno vissuto esperienze di emarginazione sociale, coinvolte nella fase di progettazione realizzazione e valutazione degli interventi. Da novembre 2012 a marzo 2013 sono state incontrate oltre 40 classi e 800 studenti.

Nel corso del 2012 è stato istituito il Tavolo Qualità, al quale le persone senza dimora possono partecipare liberamente per esprimere critiche, osservazioni e portare la loro opinione e visione personale di come funzionano i servizi. L'obiettivo è raccogliere la voce degli utenti e farli sentire realmente ascoltati, in uno spazio dedicato solo a loro. Il tavolo ha iniziato la sua attività nel marzo 2012 con incontri bisettimanali, 15 realizzati fino alla fine dell'anno, con la partecipazione di oltre 50 persone senza dimora.
Dall'agosto 2012 è stato attivato il servizio domenicale di accoglienza, gestito da due hope, che accolgono, presso i locali messi a disposizione da una cooperativa sociale, una quindicina di persone senza dimora sole, dalle 10 alle 16.

Dall'ottobre 2012 è operativo un servizio di mediazione nella biblioteca centrale della città dove, nel periodo invernale, si radunano persone che utilizzano i servizi della biblioteca stessa, a volte in maniera impropria. Gli hope operano quotidianamente, per facilitare la comunicazione e mediare sui comportamenti. Gli esiti della sperimentazione invernale sono stati positivi e il personale della biblioteca ha rilevato un calo dei livelli di conflittualità e tensione. Gli hope affiancano gli operatori anche in interventi di accompagnamento sociale, come aiuto nell'accesso ai servizi o nel disbrigo di pratiche, in favore di persone senza dimora incapaci di organizzarsi e provvedere autonomamente in alcune attività quotidiane. Dal fareassieme è inoltre nata nel giugno dello scorso anno l'Associazione Nuovamente, composta principalmente da persone senza dimora, con l'obiettivo di promuovere e diffondere il valore del sapere esperienziale e del far sentire gli utenti non solo passivi utilizzatori di servizi, ma persone che hanno risorse e capacità da offrire e mettere a disposizione di tutti.

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