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La fame lo spinge a rubare: niente carcere per un senza tetto

Grazie al decreto "svuota carceri" un senza tetto non è stato portato in cella ma in Questura, dove ha trascorso la notte al caldo e poi - al mattino - è stato giudicato per direttissima. La refurtiva? Conserve fatte in casa

E’ stato arrestato ed ha passato la notte di Natale in cella un uomo di 57 anni senza fissa dimora, che abitualmente dorme all’addiaccio, il quale nel pomeriggio del 23 ha provato a sfamarsi nelle cantine di uno stabile di via Petrarca.

L’uomo, infreddolito ed affamato, ha prima mangiato delle conserve trovate in una cantina e poi ha sottratto alcuni barattoli nella speranza di assicurarsi il pasto successivo. Un inquilino ha però notato l’uomo ed ha avvisato la polizia che lo ha fermato pochi isolati dopo trovando nella borsa dei barattoli di sottaceti e conserve fatte in casa, che l'uomo aveva sottratto per sfamarsi.
 
Grazie al decreto "svuota carceri" non è stato portato in cella ma in Questura, dove ha trascorso la notte al caldo e poi - al mattino - è stato giudicato per direttissima. Si sa, la legge è uguale per tutti (o dovrebbe esserlo), così l'uomo è stato condannato, nonostante l’esiguo valore della refurtiva. Il giudice però ha decretato la sospensione della pena, così l'affamato è tornato a dormire in alloggi di fortuna, assieme agli altri senza tetto della città.Se non altro ha trascorso al caldo la notte della vigilia.
 
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