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Utero in affitto: le 'Sentinelle in piedi' protestano davanti al tribunale

Protesta annunciata per l'8 marzo di fronte al Palazzo di Giustizia in via Largo Pigarelli: tutto nasce dall'ordinanza con cui la Corte d’Appello di Trento ha dato ragione a una coppia gay

"Un'altra decisione della magistratura ha violato la legge e la Costituzione, affermato una menzogna e leso, nell'indifferenza generale, i diritti fondamentali dei più piccoli legittimando l'operato di chi li ha resi merce e strappati alla mamma". Lo affermano in una nota le Sentinelle in Piedi, che scendono in piazza a Trento, di fronte al Palazzo di Giustizia in via Largo Pigarelli, l'8 marzo alle 11.30. Tutto nasce dall'ordinanza con cui la prima sezione della Corte d’Appello di Trento ha dato ragione a una coppia gay che chiedeva di trascrivere in Italia l'atto di nascita di due gemelli - ottenuti all'estero attraverso la pratica dell'utero in affitto - nel quale i bambini figurano come figli di due padri, nonostante l'assenza di legame genetico con uno dei due committenti. 

"La Corte afferma infatti di aver sancito questa ingiustizia per motivi che vanno ricercati 'esclusivamente nei principi supremi e/o fondamentali della nostra carta costituzionale' - si legge in una nota diffusa dalle Sentinelle in Piedi. "Fino a prova contraria, due uomini non possono contrarre matrimonio e il ricorso a una pratica disumana e artificiale come l'utero in affitto non fa di loro una società naturale. Non c’è sentenza o legge, né italiana né straniera, che possa cambiare questa realtà". 

Ancora: "Scendiamo in piazza in una giornata particolare, quella dell’8 marzo, la festa della donna. Che il mondo oggi pretende di celebrare annientando la sua vocazione primaria, quella di madre, di grembo che genera, di seno che nutre, di mamma che cresce. Che senso ha oggi celebrare la donna senza denunciare chi le donne le rende schiave usando una parte del corpo - l’utero - per produrre un bambino e impossessarsene strappandolo alla madre stessa? Non è questa forse la più abominevole delle violenze di fronte a cui, oggi più che mai, dovremmo alzarci tutti, scendere in piazza e dire “no”? Se non ci mobilitiamo per difendere la grandezza della maternità, se non ci mobilitiamo per i bambini e per il diritto ad affermare questa grandiosa verità che ci precede, per cosa lo faremo?". 

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