Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Scuola, mobilitazione rete Studenti Medi: "Il futuro è nostro. Ripartiamo da zero"

Rete degli Studenti Medi: "In questi due anni non è stato profuso alcun impegno per costruire una scuola e soprattutto una società diverse"

Hanno riaperto nella mattinata di lunedì 13 settembre i cancelli delle scuole, un primo giorno tanto atteso da studenti, famiglie e docenti, il terzo anno scolastico segnato dal Covid e un rientro dalla Dad. Tuttavia, dalla Rete degli Studenti Medi arriva una riflessione molto dura, di chi è rimasto con "l’amaro in bocca" dopo tutto quello che è accaduto da marzo 2020. "In questi due anni non è stato profuso alcun impegno per costruire una scuola e soprattutto una società diverse" dicono le ragazze della Rete degli Studenti Medi fuori dalle scuole trentine.

''Il mondo che ci è stato consegnato si sta distruggendo sotto ai nostri occhi, da una sanità debole ad un'istruzione immobile, da un sistema di produzione che distrugge l'ambiente ad un mondo del lavoro precario e insicuro. Vogliamo iniziare questo anno chiedendo ascolto, di parlare con noi e non di noi, e di permetterci di costruire un futuro, ma soprattutto un presente, a nostra misura". È con queste parole che studenti di tutto il Trentino hanno accolto il ritorno a scuola in questo primo giorno dell'anno scolastico con flashmob, assemblee e iniziative che hanno toccato moltissime città del paese.

Il rientro a scuola, non quella "che volevamo"

"Oggi siamo davanti a tante scuole d'Italia perchè non possiamo permetterci di sprecare altro tempo per dire che questa non è la scuola e la società che meritiamo. Le strade delle nostre città parlano chiaro: serve una riforma dell'istruzione pubblica, pretendiamo politiche attive per il contrasto alla crisi climatica, vogliamo una legge che tuteli l'amore e l'identità di tutti, vogliamo essere interpellati per le decisioni che riguardano il nostro futuro, come sarebbe dovuto succedere per il pnrr. Oggi rientriamo a scuola, ma non nella scuola che volevamo". dichiara Erika Conotter della Rete degli Studenti Medi di Trento.

Tanti sorrisi fuori da cancelli delle scuole, ma anche tanta rabbia e preoccupazione quella espressa dagli studenti per quella che, a loro giudizio, è una scuola che non è cambiata, ma parrebbe invece una narrazione distorta delle nuove generazione, quella degli studenti e dei giovani che hanno vissuto la scuola e la socialità da dietro ad uno schermo.

Pandemia e soluzioni

"Stiamo finalmente tornando a riabitare gli spazi scolastici e a riviere la socialità che per mesi ci è mancata. Siamo felici ma al contempo insoddisfatti e arrabbiati. Il vaccino è un antidoto preziosissimo per superare la pandemia del covid19, ma non basta come cura per tutti i problemi che la pandemia ha evidenziato. Siamo insoddisfatti anche perchè, nonostante dagli spazi agli interventi sul trasporto pubblico sia cambiato poco o nulla, e soprattutto nemmeno in questo le componenti studentesche siano state interpellate,  la narrazione è quella di un rientro in una scuola sicura, senza mai affrontare con noi quella che è la questione più urgente dopo mesi di pandemia e disagio: una scuola nuova, inclusiva e accessibile - dichiara Estefani Ferraro - Siamo arrabbiati perchè non ci sta bene che la nostra generazione venga dipinta come quella dei giovani svogliati e sdraiati, quando invece siamo stati tra i primi a vivere la chiusura le scuole nel febbraio 2020, rimanendo a casa e rinunciando alla scuola in presenza, all'aggregazione, allo sport, agli hobby e siamo ad oggi una delle fasce di popolazione che si è vaccinata con più meticolosità e senso di responsabilità".

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