Scuole chiuse, protesta dei sindacati: "L'ordinanza non dice al personale di stare a casa"

Decisione lasciata ai singoli istituti: "C'è molta confusione, il dirigente deve valutare caso per caso"

"Comprendiamo la necessità di tenere a casa gli studenti di tutti gli ordini di scuola a scopo precauzionale, non comprendiamo però la decisioni di limitarsi a sospendere l’attività didattica. C'è molta confusione". Questo il commento della Flc Cgil all'ordinanza firmata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti che ha chiuso le scuole, gli asili e l'università di Trento fino al 2 marzo, lasciando però ai dirigenti dei singoli istituti la facoltà di avere a disposizione gli insegnanti ed il personale tecnico/amministrativo.

"Sarebbe stato più opportuno chiudere le scuole, consentendo a tutto il personale di restare a casa. Il personale Ata e gli assistenti educatori devono essere regolarmente in servizio. Per gli insegnanti, in base a quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Provincia, sono sospese le attività dirette con gli alunni, ma non i collegi docenti, consigli di classe, riunioni di dipartimento, incontri di programmazione già calendarizzati”. prosegue la nota.

Cosa dice (o,meglio, non dice) l'ordinanza

La situazione però non è sufficientemente chiara. La stessa ordinanza stabilisce, infatti, "l'adozione da parte di tutti i soggetti pubblici e privati di misure idonee a limitare la permanenza in luoghi chiusi pubblici o aperti al pubblico di un numero di persone superiore a un individuo ogni due metri quadri". Una situazione nella quale, virtualmente, rientrano consigli di classe, riunioni, incontri di formazione già fissati.

“Avremmo auspicato una maggiore chiarezza anche su questo punto viste che le conseguenze che questa decisioni produce sui posti di lavoro tutti. Poiché, però, le indicazioni del Dipartimento non sono precise rispetto a questo passaggio, il personale dovrà fare riferimento alle disposizioni del dirigente scolastico e formativo, del circolo o dell'ente gestore che valuterà ogni singolo caso per dare, eventualmente, disposizioni diverse rispetto ad attività già programmate”.

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Flc ricorda infine che le assenze legate alle misure adottate per il contenimento del contagio da Corona Virus non dipendono dalla volontà del singolo lavoratore e dunque sono legittime, in base a quanto prevede il codice Civile, dunque i lavoratori assenti non dovranno recuperare le ore o i giorni di assenza facendo ricorso a ferie o permessi.

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