Infermieri, il sindacato proclama lo sciopero: "Non siamo vittime sacrificali"

Già 200 contagiati nella categoria, riferisce il sindacato, e la preoccupazione dilaga: "Dalla prima ondata non è cambiato nulla"

Sciopero degli infermieri in un momento estremamente delicato, per usare un eufemismo, con gli ospedali trentini che stanno per essere nuovamente riorganizzati in modo da far fronte al numero crescente di ricoveri per coronavirus. A proclamare l'astensione dal lavoro per 24 ore a partire dalle 7 del mattino di lunedì 2 novembre è il sindacato Nursig Up. 

"Siamo ancora trattati come l'ultima ruota del carro - scrive il coordinatore trentino del sindacato Cesare Hoffer - Da inizio settembre sono già più di 200 i positivi tra i dipendenti e dai dati statistici del passato sappiamo bene che in prevalenza saranno gli infermieri ad avere i maggiori problemi! Ora pero’ le nostre categorie non sono più disposte ad essere trattate come l‘agnello sacrificale immolato sull’altare delle inefficienze altrui". 

Le assunzioni straordinarie avviate nei mesi cruciali della prima ondata si sono rivelate insufficienti. Secondo gli infermieri, in ostanza, nulla è cambiato in quanto ad organici, turni di lavoro e, purtroppo, anche condizioni lavorative. 

"Tutta questa inadeguatezza e impreparazione a livello di scelte organizzative ricade inevitabilmente sul personale che oltre ad affrontare le sfide quotidiane della propria professione, è costretto anche a compensare le scelte lacunose e spesso inadeguate adottate dai vertici aziendali e provinciali. Nel contempo cresce la preoccupazione per i propri familiari" conclude Hoffer. 

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