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Caro carburanti, dal Trentino ferma condanna alle violenti proteste: "non è quella la nostra cultura"

La vice Ministra Teresa Bellanova ha incontrato giovedì le associazioni dell’autotrasporto. A seguito del confronto sono state annunciate misure aggiuntive per il settore per oltre 80 milioni di euro, che saranno inserite nel “decreto energia”

La violenza non è la soluzione. Lo credono bene gli autotrasportatori trentini che condannano le azioni di protesta violenta alle quali hanno preso parte altri "colleghi" nel resto del paese. Che la situazione sia preoccupante è chiaro a tutti, ma quello che per gli autotrasportatori trentini appare chiaro è che la via intrapresa in diverse parti di Italia, non possa portare alcun beneficio. 

Come riporta Today, c'è stato addirittura un accoltellamento in provincia di Foggia durante una manifestazione organizzata da autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante, mercoledì 23 febbraio. Il fatto è andato in scena sulla Statale 16 nelle vicinanze di un distributore di carburanti vicino allo svincolo per Torremaggiore. 

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La via trentina predilige il dialogo. La vice Ministra Teresa Bellanova ha incontrato giovedì le associazioni dell’autotrasporto. A seguito del confronto sono state annunciate misure aggiuntive per il settore per oltre 80 milioni di euro, che saranno inserite nel “decreto energia” in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Durante la discussione si è parlato anche della convocazione del tavolo sulle regole, che avverrà a stretto giro e che vedrà la partecipazione delle confederazioni della committenza. Il tavolo dovrà lavorare su una nuova regolamentazione del settore, individuando norme da inserire in un provvedimento legislativo di prossima emanazione. Confartigianato, Confindustria e Fai - Conftrasporto proseguiranno dunque il confronto con le istituzioni, nell’ottica di pervenire alla definizione di quelle regole che dovranno garantire una maggiore ed effettiva tutela delle imprese dell’autotrasporto.

Gli autotrasportatori trentini ribadiscono la ferma condanna delle tensioni in atto in alcune aree del Paese causate dai fermi forzati di alcuni mezzi. "Si tratta di atti coercitivi e in alcuni casi violenti che non appartengono alla nostra cultura della rappresentanza e che pertanto condanniamo fermamente" conclude la nota di Confindustria Trento.

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