Trovato in Trentino un esemplare di sciacallo dorato

Investito da un'auto la mattina di Pasqua, l'esemplare pesa 11,4 kg. Il Servizio foreste e fauna si attiverà perché vengano effettuate le verifiche biometriche e sanitarie sull'animale e si provveda alla sua conservazione

Un nuovo arrivo per il Trentino, che contribuisce ad arricchire il patrimonio faunistico: si tratta dello sciacallo dorato, di cui è stata rinvenuta in Valsugana una carcassa la mattina di Pasqua. Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è una specie nuova per le Alpi orientali: ha fatto la sua comparsa per la prima volta circa trent’anni fa e non esistono precedenti storici.

In Trentino vi sono state, in passato, segnalazioni non verificabili, ma l’esemplare - investito da un'automobile in località Barricata di Villa Agendo - costituisce la prima conferma certa. La carcassa è stata notata a bordo strada da un cacciatore il quale, insospettitosi per le caratteristiche insolite dell'animale, ha avvisato il guardiacaccia di zona dell’Associazione cacciatori trentini. L’animale è stato recuperato ed è stata data segnalazione alla Stazione forestale di Strigno: da un esame preliminare ci si è subito accorti che si trattava di un esemplare maschio di sciacallo, del peso di 11,4 kg.
 
Lo sciacallo proviene dall’Europa sud orientale (Balcani), area raggiunta nel tardo Pleistocene (circa 10.000-15.000 anni fa) provenendo dalla vicina Anatolia (attuale Turchia). La sua diffusione successiva è stata limitata, si ritiene da ragioni climatiche e dalla competizione con il lupo, alle porzioni più aride e steppiche della penisola balcanica. 
 
In Trentino orientale e nelle aree attigue segnalazioni non verificabili sono pervenute in diverse occasioni, tanto che nel 1995 l’allora Servizio Faunistico emanò una circolare per il personale di vigilanza, ma l’esemplare rinvenuto investito alle 6.20 del mattino di domenica scorsa, lungo la strada di fondovalle, costituisce la prima conferma certa della presenza della specie in provincia. Il Servizio Foreste e Fauna si attiverà perché vengano effettuate le verifiche biometriche e sanitarie sull’esemplare, ed affinché si provveda alla sua conservazione.
 
Infine si segnala, per chi volesse approfondire la conoscenza della specie, la serata in programma al Museo delle Scienze il prossimo 2 maggio alle ore 20.30, nell’ambito del ciclo di conferenze “I mercoledì del museo per parlare di fauna”, nel corso della quale verrà illustrata la storia e la distribuzione della specie in Europa.
 

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