Calvario sportivo

Schwazer e la fine della squalifica: "Grazie ai pochi che non mi hanno abbandonato"

Il marciatore ha scritto un lungo post sui social: "Che a nessun atleta venga mai riservato il trattamento che ho dovuto subire in tutti questi otto anni"

“Oggi (ieri, lunedì 8 luglio, per chi legge, ndr) scade il termine della ingiusta squalifica che ho dovuto scontare per intero. Mi auguro che a nessun atleta venga mai riservato il trattamento che ho dovuto subire in tutti questi otto anni per difendere e tutelare il mio onore e la mia dignità, per provare la mia innocenza, per cercare di ottenere giustizia e per dimostrare la verità”.

Parole che il marciatore Alex Schwazer, medaglia d’oro a Pechino 2008 e poi coinvolto in una intricata vicenda di doping (che ne decretò la squalifica), ha riportato sui suoi social, postando una sua foto di spalle mentre tiene per mano i due figli e osserva una pista di atletica.

“Ringrazio tutti quelli (pochi) che mi sono stati vicini in questo doloroso (ed infernale) percorso, quelli che non mi hanno mai abbandonato, quando sarebbe stato facile farlo, quelli che hanno lottato con me e sofferto assieme a me per l'ingiustizia che dovevo sopportare e per il trattamento che mi veniva riservato. Ringrazio, infine, quelli (molti) che dopo aver compreso la mia innocenza ed estraneità ai fatti di cui ero stato accusato, mi hanno fatto sentire (seppur a distanza) il loro affetto e vicinanza, grazie.

Infine, uno sguardo al futuro per il marciatore di Vipiteno: “Il buio e le tenebre per l’ingiustizia subita faranno ora posto alla luce di un nuovo giorno nel quale potrò accompagnare i miei figli a gareggiare in una piscina o in una pista di atletica senza per questo incorrere in squalifiche (cosa che sarebbe avvenuta fino a ieri)”.

La last dance di Alex ad Arco

Il marciatore altoatesino parteciperà alla 20km di marcia che si terrà ad Arco venerdì 19 luglio, come riferito dagli organizzatori di Queen Atletica: "Alex ha chiesto a noi di organizzare la gara del suo ritorno e contemporaneamente del suo addio, e siamo stati ben felici di accogliere la sua richiesta. Lo abbiamo fatto per l’empatia che proviamo nei confronti dell’uomo e della sua vicenda, dell’amicizia che da sempre ci lega al professor Sandro Donati – colui che per primo aveva deciso di dargli una seconda chance -, lo abbiamo fatto per l’amore che abbiamo per questo sport, l’atletica, e per le emozioni che sa dare", si legge nel comunicato.

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