Cronaca Oltrefersina / Largo Medaglie d'oro

Scomparsa di Sara Pedri: il Ministero manda gli ispettori all'ospedale di Trento

Ispettori ministeriali al S. Chiara per fare luce sulla presunta situazione di mobbing che potrebbe essere alla base della tragica scomparsa

Caso Sara Pedri: il ministro Speranza manderà gli ispettori a Trento per vederci chiaro. Sulla scomparsa della giovane dottoressa che, dopo aver presentato le dimissioni dal reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell'ospedale Santa Chiara, è scomparsa nel nulla. L'auto, ritrovata nei pressi del ponte di Mostizzolo, ha immediatamente fatto scattare l'ipotesi di un suicidio. La misteriosa scomparsa ha portato a sollevare il velo su una presunta situazione di mobbing all'interno del reparto. Situazione che sarebbe suffragata anche da diverse, drammatiche, testimonianze delle colleghe di lavoro costrette a subire abusi di potere ed umiliazioni continue, oltre a condizioni di lavoro estenuanti.

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Proprio sul reparto di Ginecologia è puntata la lente d'ingrandimento degli inquirenti, della commissione interna voluta dall'Azienda sanitaria, nonché del legale della famiglia Pedri. Ora anche il Ministero vuole fare luce sulla gestione del personale all'interno della struttura sanitaria. L'arrivo degli ispettori ministeriali è atteso per il 6 luglio. La notizia è riportata sul Corriere della Sera. L'intervento del ministro Speranza era stato sollecitato dai sindacati trentini, ed in seguito da due interrogazioni alla Camera ed al Senato. Il caso ha anche occupato due puntate della nota trasmissione "Chi l'ha visto?", attirando l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale. 

"Non vogliamo interloquire con la commissione interna, daremo il nostro contributo se necessario, ma chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati non ha più senso. È con la magistratura che noi vogliamo avere un rapporto diretto" . Queste le parole usate dall'avvocato della famiglia Pedri Nicodemo Gentile, che su Facebook non ha esitato a descrivere la vicenda come "una lunga discesa all'inferno. Originaria di Forlì, Sara Pedri era arrivata a Trento dopo la specializzazione a Catanzaro, per quello che avrebbe dovuto essere un gradino successivo della sua carriera. Il 3 marzo ha rassegnato le sue dimissioni. Il giorno successivo sono partite le ricerche, che hanno portato al ritrovamento dell'auto. Di lei, nessuna traccia. 

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