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Tangenti nella Sanità altoatesina: 7 arresti, imprenditore trentino trovato con 20.000 euro

Un imprenditore trentino sarebbe l'anello di congiunzione tra dirigenti e tecnici dell'Azienda sanitaria altoatesina e due aziende specializzate

Sette arresti eseguiti oggi all'alba al termine di una complessa attività di indagine condotta dalla Procura  di Trento. Nel mirino un'organizazione di dirigenti, imprenditori e tecnici. Come si legge nel documento del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Trento, "l’organizzazione attraverso società intestate a prestanome e per mezzo di imprenditori specializzati nella commercializzazione di materiale elettromedicale con la connivenza dei dipendenti dell’Azienda sanitaria, riusciva a gestire e pilotare le forniture di ricambi elettromedicali ed altri materiali."

I capi di imputazione sono una quarantina, tra cui frode, turbativa, corruzione aggravata, rivelazione di segreto d'ufficio ed associazione a delinquere. Un imprenditore trentino, stando a quanto trapelato dalle indagini, avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale all'interno dell'organizzazione raccogliendo dai dipendenti dell'azienda sanitaria le offete economiche delle ditte partecipanti alle gare. Offerte che venivano "spifferate" alla Tecno Service di Roma ed alla Heka di Trapani, che in questo  modo sarebbero riuscite ad aggiudicarsi gli appalti.

"Un vero e proprio anello di congiunzione tra i soggetti che operavano nella capitale e i dipendenti dell’Azienda Sanitaria" si legge nei documenti del Noe. Nei giorni scorsi l'imprenditore è stato fermato mentre faceva rientro da Roma con in tasca 20.000 euro in contanti. Il sospetto è che si tratti di parte di una tangente incassata per una fornitura pilotata di ricambi elettrici di macchinari medicali.

Gli altri arrestati sono un responsabile tecnico ed un dirigente dell'ospedale di Merano, un tecnico dell'ospedale di Bolzano, il direttore tecnico ed un dipendente della sede romana di una multinazionale specializzata in forniture elettro medicali ed un professionista mantovano. Dopo le formalità di rito sono stati tutti sottoposti agli arresti domiciliari. 

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