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Sait, gli esuberi salgono a 130

Sait attraversa un periodo difficile, con il Superstore in perdita di un altro 4%, ma nessuno fino ad oggi aveva parlato di un così massiccio tagli di posti di lavoro. Domani è prevista l'assemblea: partirà la trattativa con i sindacati

Sait in crisi: 130 dipendenti in mobilità. E' un piano di ristrutturazione molto più pesante di quanto preventivato solo pochi giorni fa dal consiglio di amministrazione quello  presentato ieri alla stampa dai vertici del Consorzio di consumo cooperativo.

Inizialmente si era parlato di 60 esuberi, durante l'incontro con i sindacati i vertici aziendali però hanno annunciato che i tagli riguardano 130 dipendenti su un totale di 650. 

"Ci rendiamo conto - ha detto il presidente Renato Dalpalù - che la riorganizzazione ha un impatto rilevante perché riguarda le persone, i nostri collaboratori e le loro famiglie. Faremo tutto il possibile per attutire questo impatto, e ci rendiamo disponibili al confronto con i rappresentanti sindacali e le istituzioni allo scopo dedicate. Tuttavia, occorre anche essere consapevoli che la situazione richiede interventi adeguati e che gli stessi non possono essere procrastinati nel tempo".

Sait attraversa un periodo difficile, con il Superstore in perdita di un altro 4% ed alcune cooperative uscite dal gruppo, ma nessuno fino ad oggi aveva parlato di un così massiccio taglio di posti di lavoro. Domani è prevista l'assemblea: partirà la trattativa con i sindacati, che già nei giorni scorsi avevano espresso dure critiche al piano di ristrutturazione.

Il rilancio, spiegano i vertici del Consorzio, deve passare attraverso l'incremento di vendite delle singole cooperativve: “Abbiamo individuato quattro linee operative su cui concentrare il nostro impegno – afferma il direttore generale Luca Picciarelli- una nuova politica commerciale basata sulla convenienza per il consumatore, rivisitazione del rapporto con i fornitori sia di beni che di servizi, diverso assetto della società Trento Sviluppo, di cui il Consorzio è socio al 50%, e aumento dell'efficacia ed efficienza delle strutture consortili". 

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