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Degrado e criminalità a Rovereto, residenti e commercianti:«Abbiamo sempre più paura»

Valduga: «Tema noto, già predisposto alcuni interventi». Task force e azioni per abbattere il fenomeno verranno affiancate, nel 2021 dal piano di sviluppo e potenziamento della video sorveglianza

«Abbiamo paura, ora che alle 16.30 fa buio è anche peggio». Commentano così alcune persone che vivono e lavorano nella zona di vicolo Parolari, a Roveto, la situazione piuttosto «surreale» si è creata da qualche tempo in quella zona, a ridosso del centro storico. Dopo l’incendio di un’autovettura in quella zona avvenuto a inizio novembre e sul quale faranno chiarezza le indagini aperte dagli organi inquirenti, residenti e commercianti decidono di parlare, in anonimo per la paura, ma hanno bisogno di sentirsi sicuri, non riescono più a sostenere la situazione.

In quel vicolo, c’è un portichetto, una sorta di sottopassaggio creato dai palazzi e da una piccola galleria di negozi, uno sfitto, dove è capitato anche a noi di TrentoToday di fare un incontro poco piacevole. Una battuta, un commento «pesante» poco gradito e quel poco che basta per comprendere che lì, forse, in questo periodo storico, è certamente necessario prestare più attenzione e, magari, evitare proprio di passare.

«Qui – ci racconta una persona che la zona la conosce da molto -, tempo fa si è buttato giù un ragazzo che stava in quelle case (indicando i palazzi vicino ai quali è stata bruciata l’auto ndr). La situazione secondo me è senza controllo. L’Italia ha abbandonato le leggi serie, oppure le ha lasciate solo per noi che paghiamo le tasse, per tutti gli altri non esiste più nulla. Dico “grazie” al Coronavirus che fa chiudere le attività alle 6. C’è un bel giro di droga e si vedono i pusher che arrivano e se la scambiano. Il vicolo è un disastro, la gente arriva fino lì (indicando nella direzione di Corso Antonio Rosmini ndr) e torna indietro, perché hanno paura. Sono padroni e fanno quello che vogliono» riferendosi a un gruppo di persone che frequenterebbe la zona da tempo.

Sono i piccoli gesti, l’ansia che si respira in alcune occasioni che minano alla serenità di queste persone. «Una sera – racconta un commerciante -, un signore che abita in questo vicolo è sceso con il cane e mentre stava parlando al telefono con la moglie, due o tre di loro gli hanno preso il cellulare. È stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine».

I controlli si sono intensificati, le forze dell’ordine sono diventate una vera task force: carabinieri, polizia di Stato e agenti della locale non si fermano, cercano di presidiare in maniera più massiva, di non permettere che succedano altre disgrazie e che il degrado non inghiottisca un pezzo di un Comune che da sempre può vantare eccellenze culturali, con le università e diversi luoghi dedicati alla cultura. È proprio al fianco di uno di questi, il museo di scienze e archeologia - Fondazione Museo Civico di Rovereto, che da qualche tempo si sarebbe spostata una fetta di delinquenti che hanno più volte creato disordine e minato alla serenità delle persone che in quella zona vivono e lavorano da tanti anni.

Pare, però, che questo problema sia solamente migrato da un altro punto della città. I racconti arrivano anche da persone che vicolo Parolari lo frequentano ma che abitano in altre zone della città: «Noi abbiamo continuato a chiamare i carabinieri, era una zona di spaccio selvaggio e ora non ci sono più. È complicato, anche per le forze dell’ordine. La situazione è peggiorata nell’ultimo periodo, sono persone che se ne fregano. Guarda, vedi: la gente si gira a guardare chi c’è quando passa da questa zona» e mentre parliamo in un luogo appartato per paura che qualcuno possa vedere queste persone, ogni tanto qualcuno passa in bici o a piedi, controlla e riparte. «Mi viene da pensare che voglio cambiare stato, non ho mai vissuto una situazione così in tanti anni che sono in zona» conclude una delle persone che ha portato alla luce tutta la vicenda.

La situazione è conosciuta al sindaco Francesco Valduga, fresco di conferma da parte degli elettori, oltre che alle forze dell’ordine operanti sul territorio. «È un tema noto – sottolinea Valduga -, abbiamo già predisposto alcuni interventi. La situazione ci era stata segnalata da alcuni cittadini e abbiamo così predisposto un monitoraggio diverso, per un periodo la situazione sembrava mitigata».

Le questioni da affrontare, anche secondo il primo cittadino, sono due. «I temi qui sono due – afferma Valduga -, quello del decoro urbano e quello dell’ordine pubblico. In quel punto si era stratificata la tendenza ad abbandonare spazzatura e bottiglie e poi sappiamo che sono state fatte minacce ai cittadini. Sappiamo che c’è una recrudescenza. Riusciremo a spostare il problema, ma non sono sicuro che riusciremo a risolverlo».

Tra le richieste dei residenti si è inserita anche quella della videosorveglianza, un tema molto delicato. Il cittadino privato, in genere, non può videoregistrare ciò che avviene su suolo pubblico, ma sono in atto degli interventi di supporto su tutto il territorio in merito: sia per quanto riguarda i controlli, sia la videosorveglianza.

Una vera task force di concerto tra polizia locale, di Stato e carabinieri, le diverse forze dell’ordine che presidiano il territorio di Rovereto si sta muovendo per limitare e cercare di abbattere quella routine fatta di degrado e disordine in vicolo Parolari. Oltre al monitoraggio quotidiano, sabato 21 novembre, le forze dell’ordine sono state in quella zona e hanno identificato diverse persone e controllato anche delle attività.

Oltre a questi controlli previsti, messi in atto, in essere e in previsione, a Rovereto è in fase di sviluppo e di potenziamento il piano di videosorveglianza su diversi punti del territorio. In supporto nel 2021 ci saranno anche delle telecamere mobili che potranno essere impiegate, in accordo tra le forze dell’ordine, in situazioni particolari come ad esempio in vie secondarie dove possono verificarsi certi episodi.

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