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Tentò di uccidere la moglie, ma l'accusa è di lesioni: condannato a 16 mesi

L'accusa cambiò da tentato omicidio a lesioni personali dopo le perizie mediche, l'uomo però era convinto di averla uccisa e tentò di farla finita lanciandosi con l'auto in un dirupo

E' stato condannato a sedici mesi di reclusione il 46enne di Roverè della Luna che nel novembre del 2015 cercò di uccidere la moglie ferendola con un coltello ed un bastone, per poi tentare di uccidere se stesso. Un dramma che, all'epoca dei fatti, aveva particolarmente scosso la tranquilla comunità del paese rotaliano. L'intervento di alcuni  vicini, che chiamarono immediatamente il 118, permise di agire appena in tempo  per salvare la vita alla donna.

L'uomo però era convinto di averla uccisa, e nel frattempo si era diretto in Val di non dove aveva tentato di farla finita lanciandosi con l'auto in un dirupo. Chiare le sue intenzioni, affidate ad un biglietto lasciato sul luogo del delitto e rivolto ai carabinieri. Al momento dell'arresto l'accusa naturalmente non fu di omicidio, ma di tentato omicidio. In seguito la perizia medica stabilì che le ferite non erano tali da poter uccidere la donna, e l'uomo fu accusato di lesioni personali. Oggi la sentenza, con sospensione della pena e risarcimento del danno. 

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