Software per "cancellare" fiscalmente gli ordini: sequestro da un milione di euro in un ristorante

La scoperta della Guardia di Finanza: il 90% delle quote intestate all'aiuto cuoco, manodopera irregolare ed un software creato per evadere il fisco

Un software che permetteva ai gestori di "cancellare", ovviamente solo a livello fiscale, le ordinazioni dei clienti. E' questo ciò che i finanzieri della Tenenza di Riva del Garda hanno scoperto in un ristorante della città, sequestrando 1,2 milioni di euro sul conto dei titolari. Tale è la cifra ritenuta "profitto di reato" al termine delle complesse indagini.

"Il software - spiega una nota della Guardia di Finanza - consentiva di “cancellare fiscalmente” le ordinazioni ricevute e di consegnare al cliente un documento denominato “preconto”, documento solo materialmente analogo a quello fiscale. Per mezzo di tale sistema fraudolento i sodali hanno omesso di dichiarare al fisco, tra il 2015 e il 2019, quasi 3,5 milioni di euro".

Il ristorante "intestato" all'aiuto cuoco

Le accuse vanno dall'associazione a delinquere all'auto-riciclaggio, passando anche per alcune irregolarità nell'impiego della manodopera. "Venivano stipulati contratti per una durata inferiore rispetto agli effettivi orari svolti, con la corresponsione di una parte dello stipendio in nero, attraverso dei pagamenti “fuori busta” che non erano oggetto delle previste ritenute fiscali ed assistenziali", spiegano le Fiamme Gialle. Sostanzialmente figuravano 2 o 3 ore lavorate, a fronte di turni che potevano arrivare anche a 12 ore. 

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L'aspetto forse più inquietante dell'intera vicenda è la complessa organizzazione nella quale l'attività di ristorazione era inserita. Una realtà fatta di società "schermo" e prestanome, tra i quali l'aiuto cuoco, che figurava come socio di maggioranza con il 90% di quote sociali. Sostanzialmente il ristorante era a nome suo, ma solo per coprire i reali gestori. Questa l'accusa mossa dagli inquirenti. 

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