Scontri in centro, ventisette arrestati. Molti sono rifugiati politici

La maggior parte delle persone arrestate dalle forze dell'ordine per i disordini di domenica pomeriggio in centro sono rifugiati politici accolti dalla Provincia durante l'emergenza profughi del 2011

Il questore Iacobone in conferenza stampa

E' di trenta persone fermate, di cui ventisette arrestate (24 per rissa aggravata, due minorenni e una per possesso di hashish) il bilancio dell'operazione condotta ieri dalle forze dell'ordine - circa una sessantina di uomini tra polizia, carabinieri, finanza e polizia locale - dopo gli scontri tra gruppi di immigrati africani in centro storico. Sono state sequestrate anche armi da taglio, una pistola calibro 22 con matricola abrasa (trovata dentro una scatola per scarpe in via Rizzi, probabilmente abbandonata durante la fuga dei centro africani all'arrivo delle forze dell'ordine), il fodero di un machete (l'arma è mancante), bastoni, pietre, catene e anche corpi contundenti improvvisati, come il porta pacchi di una bicicletta o due "troppo pieno" di altrettante fontanelle del centro.  

La maggior parte delle persone arrestate dalle forze dell'ordine per i disordini di domenica pomeriggio in centro sono rifugiati politici accolti dalla Provincia in case protette, anche fuori città, durante l'emergenza profughi del 2011. Sono soprattutto centro africani che si trovavano il Libia per lavorare e quando è scoppiata la guerra sono partiti attraversando il Mediterraneo. Vengono dal Sudan, dal Niger, dal Mali, dalla Costa D'Avorio, dalla Guinea, dal Ciad, dal Burkina Faso, dalla Gambia. I tunisini fermati, invece, erano clandestini. Tutti e tre sono stati portati in un Cie (Centro identificazione ed espulsione). Si tratta ovviamente di una minoranza di persone violente rispetto alla maggioranza degli stranieri che in Trentino lavorano e rispettano le regole. Il timore - ha infatti detto il questore - è che si tenda a generalizzare cadendo poi in una pericolosa spirale di razzismo. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti  sono state una cinquantina le persone coinvolte nei pestaggi, in particolare centro africani che si sono scatenati su alcuni tunisini. Le cause - ma per gli inquirenti resta per ora solo una delle ipotesi , anche se la più probabile - sono da ricercarsi nello spaccio di droga e nel controllo del territorio. "La situazione è degenerata - ha detto oggi il questore Iacobone in conferenza stampa - perché è arrivata anche gente da fuori città". Come se la maxi rissa - dopo quattro giorni di precedenti sempre più eclatanti - fosse stata in qualche  modo organizzata. Tra nord africani e centro africani, infatti, pare ci sia un odio profondo, culturale, che ha fatto in qualche modo da collante con altre cause portando poi ai fatti di domenica.

Rissa aggravata, porto abusivo di armi e resistenza a pubblico ufficiale sono i reati con cui la Procura di Trento - il fascicolo è in mano al pm Maria Colpani - intende procedere. Martedì mattina il gip deciderà se convalidare gli arresti delle 27 persone portate in due sezioni del carcere di Spini già domenica in tarda serata. Intanto per oggi alle 16 al Commissariato del governo è stato fissato l'incontro del comitato per la pubblica sicurezza a cui dovrebbe partecipare anche il presidente Dellai.  Sul piano operativo, oggi - tra piazza Dante, piazza Santa Maria e piazza della Portela - sarà presente un reparto mobile per presidiare la piazza nel caso in cui vi fossero nuove violenze. 

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