menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il rilevatore di Radon

Il rilevatore di Radon

Rilevatore di gas Radon, al progetto partecipa anche Trento

Si chiama "RStone" ed è in grado di monitorare la presenza di Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Particolarmente insidioso, il gas è considerato il secondo fattore di rischio di tumori al polmone dopo il fumo

Lo spin-off "RSens", che vede coinvolte l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l'Università degli Studi di Trento, ha dato vita e messo in commercio il primo dispositivo completamente "made in Italy" per la rivelazione del gas Radon. Si chiama "RStone" ed è in grado di monitorare la presenza di concentrazioni di Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.

Particolarmente insidioso per la salute, il gas Radon (222Rn) è considerato il secondo fattore di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone dopo il fumo. La sua pericolosità è dettata soprattutto dalla persistenza (il tempo di dimezzamento è di 3.82 giorni): il Radon può quindi percorrere lunghe distanze, partendo dal sottosuolo fino ad arrivare a contatto diretto con i tessuti dell'apparato respiratorio, in particolare con le cellule dell'epitelio bronchiale, le più esposte al rischio di sviluppare tumori.
 
Ecco perché la prevenzione di questo rischio ambientale può basarsi soltanto su un attento e continuo monitoraggio della concentrazione di Radon negli ambienti domestici, lavorativi e di svago. Un'attività che oggi diventa più semplice grazie all'introduzione sul mercato di "RStone", un dispositivo per misurare la concentrazione di gas Radon sviluppato da RSens, spin-off interaccademico che nasce dalla collaborazione scientifica tra due atenei. Hanno infatti contribuito alla sua realizzazione i gruppi di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione (prof. Luigi Rovati) e del Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria (prof. Giovanni Verzellesi) dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione (prof. Gian-Franco Dalla Betta) dell'Università degli Studi di Trento.
 
Finanziato dal bando Spinner 2013 della Regione Emilia-Romagna ("Interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e della innovazione tecnologica") e dal progetto IMPRESA ("Infrastrutture e Management per la Realizzazione di Spin off Accademici") del consorzio IMPAT, lo spin-off "RSens" è riconosciuto tra le imprese innovative e ad alto contenuto di conoscenza. L'obiettivo che si pone il team di "RSens" è produrre il dispositivo "RStone" su vasta scala e distribuirlo in Italia, Europa e Stati Uniti.
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Servizi bar e ristorazione all’aperto: tutte le indicazioni

social

Offerte di lavoro: in Trentino si cercano marinai

Attualità

Governo al lavoro per il pass: come averlo

Attualità

Tutti i canti popolari del Trentino disponibili online

Ultime di Oggi
  • Attualità

    Sanità, gli ospedali di Borgo e Tione liberi dal Covid

  • Cronaca

    Bollettino coronavirus: 4 decessi e +85 nuovi contagi

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento