rotate-mobile
Venerdì, 21 Giugno 2024
La novità / Comano Terme

Riapre il rifugio Don zio Pisoni

La struttura, riqualificata dopo trenta anni, sarà gestita dalla ristoratrice Luciana Zarantonello

Era il 1993 quando, in seguito a una legge provinciale, era stato richiesto il declassamento del rifugio Don zio Pisoni, in Valle dei Laghi, a Capanna Sociale, per via di problemi relativi alla gestione nei tre mesi estivi previsti nella norma. Oggi, grazie alle nuove opportunità di accesso alla zona, la Sat (Società alpinisti trentini) ha ottenuto la riqualificazione della struttura a rifugio alpino, affidandone la responsabilità a Luciana Zarantonello, ristoratrice di 46 anni. La nuova gestrice riaprirà la struttura fra qualche settimana con l’aiuto dei figli Gabriele e Angela Lotti: “Ci stiamo preparando a una bella avventura” – racconta – “dopo alcuni anni di lavoro sedentario per esigenze familiari torno, insieme ai miei figli, a fare la ristoratrice con una marcia in più: gestiremo un rifugio Sat”.

Costruito a fine anni ’60 e inaugurato nel 1972, il rifugio è intitolato al sacerdote Don Vittorio Pisoni, comunemente chiamato “Don Zio”. Prima del declassamento del 1993, veniva gestito saltuariamente da soci volontari della Sezione di Toblino-Pietramurata. La struttura, dotata di un notevole punto panoramico da cui è possibile individuare numerose cime, si trova su un vasto pendio prativo del Daint Grant e del contiguo Monte Casale, a 1590 metri s.l.m.

Oltre ad annunciarne l’imminente riapertura, Luciana Zarantonello parla anche delle sue idee per la gestione del rifugio e del suo legame con il territorio: “Siamo del posto, abitiamo a Monte Terlago e siamo convinti delle grandi potenzialità della struttura che vorremmo diventasse un presidio di accoglienza e conoscenza del territorio. Qui troverete tante informazioni, condivisione e inclusione. Il rifugio è in un posto di facile accesso e si può arrivare anche con l’auto. Cercheremo, compatibilmente con le condizioni meteo e della strada, di rimanere sempre aperti e di dare ospitalità anche a chi vorrà fermarsi a dormire con i nostri 16 letti a disposizione. Adesso stiamo organizzando i menu con piatti tipici trentini e della zona, non mancheranno i formaggi del Lomaso e la ciuiga del Banale”. In programma anche la costruzione della rete di collaborazioni con il rifugio, che include le Amministrazioni, il Comune, il Muse e Astrofili Trentini: “Vogliamo aprirci alle scuole e alle collaborazioni con il Muse e con gli Astrofili Trentini. La vegetazione di queste zone è davvero ricca e straordinaria, il monte Casale, in particolare, è una vera chicca per la flora.” 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riapre il rifugio Don zio Pisoni

TrentoToday è in caricamento