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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Il rider che ha percorso più di 20 km per consegnare degli hamburger: "Non mi sento sfruttato"

l fattorino interviene in prima persona per chiarire come sono andate le cose

È una storia che ha scosso parecchio l'opinione pubblica, quella di Filippo Bazerla, il rider partito dalla zona Est di Verona per raggiungere Bussolengo e consegnare degli hamburger e delle patatine a un cliente. Per quella consegna avrebbe percorso più di 20 km in bici, e non 40 o 50 come si era pensato inizialmente. Il caso è nato dopo la denuncia dell'ex assessore comunale di Verona ed ex consigliere regionale Andrea Bassi sul suo profilo Facebook che aveva ordinato la cena in un fast food.

Bassi aveva raccontato che il rider era arrivato in ritardo, trafelato e visibilmente affatticato, e mai avrebbe pensato che un fattorino potesse usare la bici per fare tutta quella strada. "Un fatto che mi ha fatto davvero riflettere su quanto lo sfruttamento sia molto più vicino alla nostra realtà di quel che pensiamo", ha scritto Bassi su Facebook. Ci sono però alcune cose da chiarire. In primis: la distanza tra il ristorante e il luogo della consegna sarebbe di circa 4 km (lo ha confermato lo stesso Bassi su facebook), ma in quel momento il rider si trovava a circa 8 km dal fast food. Avrebbe dunque percorso meno di 25 km. Che comunque non sono pochi. 

Inoltre, come hanno fatto notare molti utenti su facebook, è stata una precisa scelta del rider quella di accettare la consegna, dal momento che aveva il diritto di rifiutarla senza che ciò comportasse alcuna conseguenza. 

Il post del rider che ha consegnato gli hamburger

A fare ulteriore chiarezza ci ha pensato proprio Filippo Bazerla, il rider che ha consegnato quegli hamburger. In primis, dice Bazerla, "non mi sento sfruttato perchè non conta la quantità di denaro nel mio modo di essere quanto piuttosto la qualità del tempo in cui vivo. In soldoni, se vado in ufficio e devo stare in silenzio 8 ore, per fare 2 ore di pausa pranzo (...) io rifiuto. L'ho sempre fatto e sempre lo farò!". E poi, prosegue, "se ho accettato quella consegna, è perché amo il mio lavoro, posso rifiutarle se voglio, ed inoltre l'app è deliveroo nel caso di specie, quindi non era neanche vero che vengo penalizzato rifiutando. L'ho anche detto all'assessore (ex assessore, ndr) che il problema" è "che non cerano altri rider a parte me!". Insomma, secondo Bazerla, il caso andrebbe ridimensionato. Anzi, "il mondo dei rider viene continuamente citato a sproposito da persone che leggono dalla stampa notizie faziose".

Sulla vicenda, in calce al post dell'ex assessore, sono intervenuti altri fattorini. "Faccio la rider da due anni - scrive ad esempio Valeria - e ci tengo a dire che questo è un lavoro sicuramente faticoso, come tanti altri ma molto bello perché non hai vincoli né di orari , né di scelta del luogo di lavoro. Trovo i compensi adeguati e non vedo lo sfruttamento". Un altro fattorino, Davide, dice di guadagnare 1.500 euro al mese facendo le consegne: "La mattina mi alzo quando voglio, non sono sfruttato da una cooperativa che per 800 euro mi manda a sfacchinare alle 6 di mattina". 

Il chiarimento dell'autore del post

"La mia critica ovviamente è al sistema che permette o, peggio, obbliga a certe sfacchinate in bicicletta e d'inverno" ha chiarito Bassi su Facebook. "Che siano 20, 30, 40 o 50 i chilometri percorsi poco cambia: io altrettanto liberamente scelgo di non avvalermi di un servizio che può dar luogo a storture simili". Visto il polverone mediatico suscitato dal suo post, Bassi ha puntualizzato che la sua non era affatto una critica ai rider. 

"Il mio - ha precisato - è stato un racconto di una particolare vicenda occorsami che mi ha molto colpito e successivamente fatto riflettere. Un racconto però personalissimo, che infatti ho affidato al mio profilo personale e non alla pagina pubblica o ad un comunicato stampa: il can can mediatico che ne è seguito poi è che non mi aspettavo, nonché molti dei commenti che ho letto, evidentemente, dimostrano che qualche problema ci deve essere. E, sia chiaro, mi auguro che questo polverone serva almeno a discuterne e a stimolare chi può agire affinché provi a migliorare le cose. Il Parlamento modifica le leggi, vero, ma le aziende possono spontaneamente mettere in campo azioni per migliorare le condizioni dei lavoratori del proprio comparto...". 

"Ho pienissimo rispetto per chi fa questo duro lavoro - ha scritto ancora l'ex assessore - e non era mia intenzione mettere in cattiva luce nessuno: anzi tanto di cappello a chi, invece di starsene comodo a casa a farsi mantenere o aspettando/pretendendo un qualche sussidio, ha scelto di farsi un mazzo simile". Bassi però ha anche voluto puntualizzare che non avrebbe mai "immaginato che per portare degli hamburger da un fast-food alla mia residenza (che distavano 4/quattro km) ad un rider potesse essere chiesto di attraversare una città come Verona da est a ovest (in bicicletta, a gennaio e di notte)" e che dunque, a suo dire, allo stato attuale il sistema "presenta delle grosse zone d'ombra". 

Fonte: Today

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