Il caso

Ricerche sospese di notte: i sindaci non ci stanno

Previsto un incontro con la Protezione civile

La tragica vicenda di Andrea Papi, il 26enne ucciso nei boschi sopra Caldes e per la cui morte è stata individuata come responsabile l’orsa JJ4, potrebbe portare ad un cambio degli scenari per i soccorritori. Durante le ricerche di Andrea nelle ore notturne prima della scoperta del cadavere del 6 aprile erano stati utilizzati i cani molecolari.

Cani che, però, percependo la presenza di altri animali nel bosco hanno manifestato un forte nervosismo. Così, la decisione di un cambio di passo, con lo stop alla ricerca di scomparsi nelle ore notturne. Il tutto è inserito in un documento, ormai pronto, che dopo i vari iter dovrà essere firmato dal dirigente del Dipartimento di protezione civile Raffaele De Col.

“La prima indicazione riguarda l'analisi di contesto dove si mobilitano le squadre. Valutare, prima di attivare una ricerca nel bosco, se c'è una presenza di animali potenzialmente pericolosi, è fondamentale. E l'ora è decisiva, perché la mobilità degli orsi e di tutti gli animali aumenta con l'approssimarsi del crepuscolo. La seconda indicazione è di considerare la composizione della squadra. La terza riguarda l'uso dei cani. La vicenda di Andrea Papi ha evidenziato l'esigenza di introdurre delle regole operative a tutela anche di chi interviene nel soccorso. La cosa più importante è non doversi trovare a soccorrere i soccorritori. Soprattutto nel caso di impiego dei cani” ha riferito De Col sulle colonne de L’Adige.

Una decisione che, però, non convince tutti. In particolar modo i sindaci, principali responsabili della sicurezza e dell’incolumità pubblica dei comuni che governano e che lamentano il mancato coinvolgimento nella decisione. A tal proposito si profila un faccia a faccia tra il presidente del Consiglio delle autonomie locali Paride Gianmoena e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti per organizzare un incontro tra i sindaci, i vertici della Protezione civile e tutti i reparti che operano nell’ambito della sicurezza e delle ricerche. Anche perché la questione è tutt’altro che secondaria se si considera che, spesso, è proprio nelle ore notturne che si attivano le ricerche degli scomparsi, soprattutto per i mancati rientri.

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