Cronaca

Ricercatori e dottorandi penalizzati, lettera a Monti e Grilli

Di fatto si elimina il regime fiscale favorevole di totale esenzione sui contratti per i giovani ricercatori: borse di dottorato, post-doc e assegni di ricerca sono sempre stati redditi interamente esenti dall'Irpef

L'Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, sezione di Trento, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti, al vice ministro della finanze Vittorio Grilli e a quello dell'istruzione Alessandro Profumo, per denunciare la presenza di un emendamento ad un decreto legge che penalizza i ricercatori universitari. Nella lettera, inviata anche ai componenti della commissione finanze di Camera e Senato, si citano in particolare le modifiche apportate in sede di conversione di un decreto legge attualmente in discussione presso la Commissione finanze della Camera dei deputati.

Si tratta di novità che - scrive il presidente di Adi Alexander Schuster - "incidono negativamente sul regime fiscale dei contratti che le università pubbliche utilizzano per retribuire i giovani ricercatori. Si tratta in particolare delle borse per studenti iscritti ai corsi di dottorato, delle borse postdoc e, con profili significativamente più critici, degli assegni di ricerca". Di fatto si elimina il regime fiscale favorevole di totale esenzione di cui i contratti per i giovani ricercatori hanno beneficiato sin dalla loro introduzione per legge. Borse di dottorato, post-doc e assegni di ricerca sono sempre stati redditi interamente esenti dall'Irpef.
 
Scrive Shuster: "Tale esenzione è implicitamente abrogata per la parte eccedente di 11.500 euro ed essa costituirà reddito, con un'aliquota e una detrazione finale che dipenderà dall'importo del reddito complessivo, nonché dall'esistenza di eventuali altri redditi. Si segnala, per inciso, che la versione online della scheda informativa della Camera si afferma che tali redditi non potrebbero addirittura beneficiare della detrazione da lavoro dipendente".
 
Inoltre, la previsione che le somme corrisposte in ragione dei predetti contratti o borse di studio costituiscano reddito, determinerà l'esclusione dal beneficio della detrazione d'imposta per figli a carico, alle famiglie i cui figli conseguano un reddito pari o superiore a 2840,51 euro più facilmente di quanto non succedesse prima. Ne consegue che, con circa 700 euro lordi annui (ad esempio gli usuali contratti complementari alla borsa per il supporto alla didattica, oppure l'integrazione al 50% della borsa di dottorato per periodi di studio all'estero), il dottorando non è più fiscalmente a carico della famiglia, con ulteriore aggravio economico, prima assente.
 
"L'emendamento, così come proposto scrive ancora il presidente di Adi - determina un ulteriore danno ad un equilibrio già fin troppo fragile, demotivando ulteriormente i ricercatori e incentivando la "fuga" all'estero".
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