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Martedì, 28 Giugno 2022
Cronaca Rovereto

È Renato Fornaciari il pilota di Rovereto morto ad Asiago

Già presidente dell’AeroClub di Trento era noto per i suoi voli in montagna. Nonostante il malore in volo, ha messo in salvo il passeggero

È Renato Fornaciari il pilota di Rovereto morto oggi, lunedì 23 maggio, ad Asiago in seguito a un malore durante un volo. Nato nel 1948 a Traversetolo, in provincia di Parma, era residente in Trentino, a Rovereto. Fornaciari è riuscito ad atterrare all'aeroporto Romeo Sartori, ma subito dopo è andato in arresto cardiaco e per lui non c'è stato nulla da fare. Era alla guida di un piccolo biplano Tiger Moth, storico degli anni Trenta, utilizzato per le riprese di un film in lavorazione sull'Altopiano. Con la sua manovra, il pilota è riuscito a mettere in salvo il passeggero che si trovava con lui.

Renato Fornaciari morto Asiago-2

Chi era Renato Fornaciari

Di professione architetto, Fornaciari consegue il brevetto d’aliante nel 1978 e quello di pilota a motore nel 1980. Ottiene poi l’abilitazione al traino alianti, al lancio paracadutisti e il basico di acrobazia aerea. Era abilitato anche al volo in montagna grazie al corso “Adamello” della scuola nazionale di volo in montagna di Trento: poteva effettuare decolli e atterraggi su terreni naturali, in pendenza, con fondo erboso o innevato e ghiacciai.

Renato Fornaciari da giovane-2

Nella sua vita ha pilotato oltre 30 tipi diversi d'aereo: dal Piper J3 c al grosso biplano Antonov An 2 con il quale aveva compiuto voli umanitari in Paesi dell’Est come Bulgaria e Romania. Dal 1982 al 1986 è presidente dell’AeroClub di Trento. La distinzione la ottiene tuttavia pilotando il Tigher Moth, la ricostruzione del Bleriòt (opera di Giancarlo Zanardo) nella rievocazione del centenario della Traversata della Manica: lo stesso velivolo dove oggi ha perso la vita.

Nel 1986 è tra i fondatori dell'associazione italiana piloti di montagna (Aipm), di cui era tutt'oggi vicepresidente vicario, mentre nel 2002 gli viene conferito il titolo di “pioniere del progresso aeronautico”. La fondazione Johnatan collection (di cui era vicepresidente) ne ricorda "l'impegno organizzativo e l'unicità d’impresa del famoso volo, con n° 8 Piper PA 18, da Trento a Mosca nel 1992".

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