"Dammi i soldi o ti ammazzo": preso il rapinatore e la moglie complice

La moglie aspettava in auto con il motore acceso, lui scendeva con il coltello alla mano: quattro rapine in pochi giorni tra via Milano e la Bolghera

E' stato preso il rapinatore che nella notte del 28 ottobre ha messo a segno due rapine in città, fallendo poi un terzo tentativo. Avrebbe agito insieme alla moglie, in auto con il motore acceso per fuggire il prima possibile dopo le rapine.

Il primo episodio verso le 22:45, in via Gorizia. Vittima prescelta un uomo in sosta con la propria auto, in via Gorizia. Il rapinatore si è
avvicinato, brandendo un coltello e puntandolo alla gola della vittima, intimandogli di consegnarli in
il denaro nel portafogli, 70 euro. Il tutto  ripetendo più volte la frase: "Tira fuori i soldi o ti ammazzo". Mentre la moglie controllava che nella via, già deserta, non transitassero le forze dell'ordine.

Non contenti i due si sono spostati in via Milano. Dieci minuti più tardi la seconda rapina: con una scusa l'uomo ha fermato una donna in biciletta, intenta a rientrare a casa, con il pretesto di chiederle un'informazione. In pochi secondi l'ha bloccata stringendole il braccio e puntandole il coltello. La ragazza ha reagito, urlando, dicendo di non avere denaro con sè, e mettendo in fuga i rapinatori.

Insoddisfatti del secondo colpo, andato a vuoto, alle 23:00, i due si sono spostati verso via Perini, dove hanno visto una donna prelevare del denaro dallo sportello automatico. Il rapinatore è sceso dall'auto, guidata dalla moglie, si è avvicinato alla vittima, intimandogli, dietro minaccia di morte, di consegnarli il denaro, circa 500 euro, per poi fuggire senza lasciare traccia.

Qualche traccia, però, i due devono averla lasciata. Non fosse altro che per le videocamere installate sull'istituto di credito. A distanza di un mese e mezzo, infatti, la Mobile di Trento li ha arrestati. Gli investigatori hanno inoltre messo in relazione i tre episodi con una rapina avvenuta pochi giorni prima, il 23 ottobre, nella vicina via Zara. 

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L'uomo, quarantenne di Gela, in provincia di Caltanissetta e da anni residente in Trentino, è stato identificato ed arrestato. Identificata anche la moglie, raggiunta da un provvedimento cautelare ai domiciliari. Dovranno rispondere di pesanti accuse di fronte al giudice. 
 

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