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Rapina alla gioielleria, caccia all'uomo. La polizia: "E' un professionista"

Il titolare della gioielleria, una commessa, un cliente ed il figlio chiusi nel negozio dopo la rapina hanno attirato l'attenzione di due vigili

Cappellino, occhiali da sole, tuta da ginnastica. E una pistola in mano. E' questa l'immagine, presa dai fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza, dell'uomo che sabato scorso è entrato nella gioielleria Mosele di via Matteotti con un'arma spianata, e ne è uscito con 30mila euro di gioielli e contanti, chiudendo dentro a chiave il titolare, una commessa, un cliente ed il figlio minorenne di quest'ultimo.

Secondo le forze dell'ordine si tratta di un "professionista", questo almeno farebbero supporre  le modalità con le quali il colpo è stato eseguito. Il tutto si è svolto in pochi minuti: l'uomo è entrato con decisione nel negozio, ha legato i polsi a due delle persone presenti grazie a fascette di plastica già approntate all'uso. Insieme ai gioielli ed ai contanti si è fatto consegnare anche le chiavi del negozio ed in un baleno è uscito chiudendo la porta a chiave, con i quattro ancora nel negozio.

Il caso ha voluto che proprio in quel momento passassero di lì due vigili di quartiere: i quattro rinchiusi nel negozio si sono messi a battere le  mani sulla vetrina attirando l'attenzione degli agenti, che hanno immediatamente seguito, a piedi, il fuggitivo. Sono arrivati abbastanza vicino per notare un bossolo cadere a terra quando il ladro ha volutamente "scarrellato" l'arma, che si sarebbe poi rivelata finta, minacciando di sparare. Ora è caccia all'uomo. 

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