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Cronaca Rovereto

Rapine per ripianare debiti di gioco: arrestati tre insospettabili

Rovereto: altre 2 persone denunciate per favoreggiamento, in tutto 5 persone che sarebbero a vario titolo implicate nei colpi alla Rurale di Lizzana e alla sala da gioco 'Admiral'

Sono stati arrestati dai carabinieri di Rovereto i responsabili delle rapine a mano armata ai danni della cassa rurale di Lizzana di Rovereto il 30 novembre 2015 e della sala da gioco 'Admiral' di piazza Follone la notte del 7 aprile 2016. Nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Rovereto hanno eseguito l'ordinanza di misure di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Monica Izzo su richiesta del pm, Fabrizio De Angelis nei confronti di tre persone. In arresto è finita una coppia roveretana, lei S.P., una impiegata comunale di 48 anni, e lui, N.S., un autotrasportatore di 52, che avrebbero concorso nelle rapine, in tempi e modi differenti, fungendo da palo e sopralluogo, assieme al materiale esecutore, un albanese disoccupato, C.M. di 44 anni. Altre due persone, un uomo albanese ed un impiegato roveretano, sono state denunciate a piede libero per concorso nel reato e favoreggiamento perché avrebbero tentato di sviare le indagini rendendo dolosamente dichiarazioni fuorvianti. 

Il tutto inizia il 30 novembre 2015 quando un uomo travisato e con un coltello in pugno era entrato nella filiale di Rovereto in via Abetone della Cassa Rurale di Lizzana minacciando gli impiegati e portandosi via  oltre 8.000 euro. Le indagini sono quindi iniziate con la visione e l'analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della banca, di tutti i sistemi privati nella zona e del sistema cittadino. Analizzate dai carabinieri anche le testimonianze rese sul momento dai testimoni e dagli impiegati della banca confrontandole tra loro per accertare eventuali incongruenze e anomalie sul racconto. Infine sono stati effettuati accertamenti tecnici anche raccogliendo un profilo genetico da alcuni indumenti persi dal rapinatore. 

Le attività hanno via via delineato alcuni indizi ed alcuni sospetti su alcuni roveretani, all'apparenza insospettabili, che erano collegati ad alcuni cittadini albanesi quando, la notte del 7 aprile 2016, è stata commessa un'altra rapina a mano armata in Rovereto, all'interno della sala da gioco 'Admiral' in piazza Follone, poco distante dalla filiale oggetto della precedente rapina. In questo caso l'uomo travisato impugnava una pistola, legava con alcune fascette da elettricista alcuni dei clienti presenti in sala e il responsabile di turno e si faceva consegnare l'incasso, di oltre 12.000 euro, e si dileguava a piedi. L'immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri ha permesso di verificare alcune coincidenze con la rapina del 15 novembre 2015. Alla fine gli inquirenti hanno raccolto elementi tali da poter ricostruire con certezza i fatti. Dall'analisi della personalità dei tre attori principali delle rapine, durante il periodo in cui sono stati osservati e pedinati, si è potuto evidenziare una forte tendenza al gioco nelle sale scommesse di tutto il trentino fino a notte fonda, con ingenti perdite di denaro, movente che - sostengono gli inquirenti - avrebbe contribuito a scatenare l'idea di commettere le rapine per appianare i debiti e iniziare nuovamente a giocare, benché due dei tre arrestati percepissero uno stipendio regolare.
 

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