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Dramma in via Marchetti, la ricostruzione degli inquirenti: omicida e vittime si sono incontrati per caso

Per gli inquirenti il caso è chiuso: il PM Profiti ha autorizzato la sepoltura senza autopsia. Sul corpo delle vittime varie ferite da coltello ma nessun segno di efferatezza. Madre e figlia erano appena tornate dal mare ed hanno incontrato Rampanelli, sembra, per puro caso

Secondo gli inquirenti, Laura Simonetti e Paola Ferrarese erano temporaneamente rientrate a Trento da una vacanza che stavano facendo assieme, e sarebbero passate dall'appartamento di via Marchetti solo per prendere qualcosa, forse dei vestiti. Poi sarebbero ritornate al mare ancora per qualche giorno, ma purtroppo non è andata così. Sembrerebbe che Laura Simonetti sia entrata in casa per prima e abbia incontrato il convivente, Claudio Rampanelli.

Un incontro che forse è stato persino casuale, dal momento che gli inquirenti escludono qualsiasi premeditazione nel duplice omicidio. I due conviventi si stavano separando, ed è probabilmente questa la causa del folle gesto dell'uomo, ancora innamorato, che già aveva scritto i suoi propositi di suicida in un biglietto trovato dagli investigatori.

A quel punto è probabile che sia nata una discussione, magari la donna ha detto a Rampanelli che tra loro era veramente finita e potrebbe essere stato quello il motivo scatenante della tragedia. "Mi sono sentito offeso, qualcosa che non meritavo, ed è calato il buio", è il senso delle parole lasciate scritte dall'assassino e trovate dalla polizia scientifica sulla scena del delitto. Un ritrovamento che chiude completamente il cerchio, per gli inquirenti il caso è chiuso: il PM ha autorizzato la sepoltura delle due vittime, senza eseguire l'autopsia poichè irrilevante sotto il profilo giudiziario, visto anche che l'omicida si è poi tolto la vita.

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Secondo le testimonianze raccolte, Rampanelli era una persona assolutamente tranquilla, non ci sono tracce di liti nelle comunicazioni tra lui e la compagna, non era mai offensivo, nemmeno verbalmente, ne parla in questi termini anche il fratello di Laura. Un raptus, quindi. Un'esplosione di violenza, improvvisa e letale: sui corpi delle due vittime non sono stati trovati segni di efferatezza.

Durante la discussione, avvenuta in camera da letto, Rampanelli si sarebbe diretto in cucina, dove ha preso un coltello affilato con lama da 30 centimetri da un set di cinque, poi è tornato sui suoi passi e ha inferto 3, massimo 4 coltellate alla donna, che è morta a causa dell'unico colpo letale, una ferita profonda vicino al cuore.

Pochi minuti dopo è sopraggiunta Paola, forse insospettita dal tempo impiegato dalla madre a tornare da lei. Rampanelli ha colpito anche lei, con 5 o 6 coltellate, che ne hanno provocato la morte per dissanguamento in pochi minuti. Successivamente l'omicida ha ripulito tutto, ha scritto una lettera alla polizia in cui racconta il gesto appena commesso e altre due con le scuse per le famiglie, la sua e quella della compagna. Poi, ha chiamato il 113, ha detto cosa aveva fatto e ha riagganciato. Quando la prima volante è arrivata sul posto, pochi minuti dopo, Rampanelli era già salito all'ultimo piano, pronto a farla finita. 

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