"Quorum zero e più democrazia": conclusa la raccolta di firme

Sono terminate le raccolte firme per le iniziative popolari che hanno come denominatore comune il "Quorum Zero", a livello nazionale, provinciale e comunale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Si è conclusa la raccolta firme per "Quorum Zero a Trento", iniziativa popolare che propone l'eliminazione del quorum dai referendum comunali, che richiede il sostegno di 1000 cittadini firmatari per poter essere presentata al Consiglio Comunale.

L'iniziativa fa parte di una serie di proposte popolari a diversi livelli, infatti in contemporanea si sono raccolte sottoscrizioni anche per una proposta a livello provinciale e una a livello nazionale. Tutte e tre le iniziative sono promosse da comitati di cittadini, riuniti nei rispettivi comitati promotori.

Per l'iniziativa nazionale "Quorum Zero e Più Democrazia" si sono superate le 5000 firme raccolte nella sola città di Trento (il 10% di quelle necessarie a livello nazionale)! La maggior parte sono state raccolte ai banchetti in varie zone della città, le altre presso la Segreteria Generale del Comune (263 firme) e nelle Circoscrizioni (192 firme). L'iniziativa nazionale è una "proposta di legge di iniziativa popolare" e prevede come punto fondamentale l'eliminazione del quorum dai referendum e l'introduzione di strumenti di democrazia diretta (referendum propositivi, referendum confermativi, possibilità di revoca di un eletto…) e se saranno raggiunte le 50.000 firme necessarie a livello nazionale potrà essere depositata presso la Segreteria del Parlamento dove dovrebbe essere discussa dalle Camere.

A Trento sono stati fatti 50 banchetti di raccolta firme (ricordiamo che l'iniziativa è portata avanti da cittadini volontari), 6 serate informative nelle Circoscrizioni della città, più di 15000 volantini informativi distribuiti!

Per l'iniziativa provinciale dal titolo "Più Democrazia in Trentino" sono state raccolte più di 4000 firme, a fronte delle 2500 necessarie. La proposta è stata quindi consegnata al Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Bruno Dorigatti. Ora le firme verranno conteggiate e verrà decisa la data per la discussione. L'iniziativa provinciale, simile a quella nazionale, prevede l'eliminazione del quorum e l'introduzione di strumenti di democrazia diretta, ma a differenza della nazionale dovrà essere "obbligatoriamente" discussa.

Per l'iniziativa comunale "Quorum Zero a Trento" sono state raccolte più di 1800 firme, a fronte delle 1000 necessarie. Come l'iniziativa provinciale le firme andranno conteggiate "ufficialmente" e verrà stabilita la data per la discussione. L'iniziativa è una "proposta di delibera" del Consiglio comunale, prevista dallo Statuto del Comune all'art. 6 e riguarda l'eliminazione del quorum dai referendum comunali.

In cosa consiste l'eliminazione del quorum?

Attualmente una consultazione referendaria è valida solo se si è recato alle urne almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Questo è il "quorum", ed al momento è causa di una competizione sleale tra i "no" e i "sì". Infatti i "sì" devono per forza recarsi alle urne, mentre i "no" potrebbero andare alle urne e votare no, ma molto più comodo è rimanere a casa per impedire il raggiungimento del quorum, sommandosi agli astenuti per altri motivi. Così molte consultazioni referendarie vengono annullate, con conseguente spreco di denaro pubblico e disaffezione verso questi strumenti da parte dei cittadini.

Con l'eliminazione del quorum si vuole restituire valore allo strumento referendario, rendendo sempre valida la consultazione popolare. In questo modo ci sarà minor spreco di denaro pubblico, un ritorno di fiducia verso questo strumento e non da poco, limitare l'influenza di minoranze dotate di potere economico e mediatico che sfruttando il boicottaggio ("non andate a votare", "andate al mare"…) riescono a prevalere su maggioranze non informate adeguatamente.

Con questa proposta oltre 1800 cittadini chiedono al Consiglio comunale di Trento un'apertura verso i cittadini e verso la democrazia diretta, considerato anche che la norma che attualmente regola i referendum comunali limita eccessivamente le possibilità di intervento popolare e non concede valore vincolante alla volontà popolare, infatti:
- sono sottratte alla decisione o alla conferma popolare materie fondamentali, come statuto, regolamenti degli organi elettivi comunali, i bilanci e il fisco comunali e le operazioni di mutuo e prestiti comunali;
- occorrono 2.000 firme (non poche per la città di Trento), cioè circa il 2,3% degli elettori, a fronte dell'1% necessario a livello nazionale;
- non è possibile effettuare più di un referendum all'anno (comprensibile per razionalizzare i costi) e non ci possono essere più di 6 quesiti (questo invece è un limite);
- infine, il Consiglio comunale non è vincolato all'esito referendario, avendo solo un obbligo di "espressione" sul referendum entro 3 mesi dal suo svolgimento.

Per ulteriori informazioni e le proposte complete è disponibile il blog dell'iniziativa nazionale www.quorumzeropiudemocrazia.it sul quale sono presenti vari libri scaricabili gratuitamente sulla democrazia diretta nel mondo, o la pagina Facebook del gruppo che ha coordinato le iniziative a Trento www.facebook.com/quorumzeropiudemocraziatrentino , sulla quale sono pubblicati i numeri precisi delle firme raccolte, foto e video dai punti di raccolta, documenti e nota spese dell'iniziativa.

Presto le date delle discussioni in Consiglio Provinciale e Comunale.

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