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Psicofarmaci ai bambini: 127 i soggetti in trattamento

Gli ultimi dati disponibili in Trentino raccontano di 92 ragazzi tra i 14 e 16 anni trattati con psicofarmaci, di 20 soggetti tra gli 11 e i 13 anni, di 12 bambini tra i 6 e i 10 anni e di 3 bambini in età pre scolare

Sono in molti a sostenere con forza che nel trattamento del disagio adolescenziale ed infantile l’uso degli psicofarmaci abbia oggi una connotazione troppo alta. Gli ultimi dati disponibili in Trentino raccontano di 92 ragazzi tra i 14 e 16 anni trattati con psicofarmaci, di 20 soggetti tra gli 11 e i 13 anni, di 12 bambini tra i 6 e i 10 anni e di 3 bambini in età pre scolare.

L’assessorato alla Sanità riferisce inoltre che  “le situazioni di particolare criticità dei minori accolti in strutture residenziali o semiresidenziali, o seguiti attraverso interventi domiciliari, rappresentano, per loro natura, attività che richiedono confronti e valutazioni multidisciplinari da parte della neuropsichiatria infantile, della psicologia clinica, del servizio sociale territoriale, i quali, congiuntamente ai referenti delle strutture accoglienti, lavorano alla costruzione di una progettualità condivisa e coerente con i bisogni espressi dal bambino, o adolescente, dalla sua famiglia, nonché con gli obbiettivi di tutela della sua salute, del suo benessere e del suo sviluppo”.
 
Non rientrano nel trattamento con psicofarmaci i disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia), riferisce l’Azienda Sanitaria, perché non sono una malattia, ma solamente  patologie neuropsichiatriche  gravi  quali schizofrenia, psicosi, disturbi bipolari, forme fobiche, disordine ossessivo compulsivo, crisi di panico, ed altre, se pur con prescrizioni a dosaggio minimo.
 
"Ma i dati riferiti alla popolazione adolescenziale trentina sono comunque alti – osserva il consigliere provinciale dell'Idv Bruno Firmani – è impensabile che con i progressi che la scienza ha fatto in questi ultimi anni, non si riesca ad superare completamente il trattamento con psicofarmaci. Io sono dell’opinione che su questo tema non bisogna abbassare la guardia, oggi la società è più complessa rispetto al passato, le tensioni familiari sono la norma e l’attenzione deve essere massima ai parametri che vengono usati per classificare un disagio psichico,  magari è dovuto a una situazione contingente, ma che con il passare degli anni, si risolve completamente. Vi sono moltissimi bambini oggi definiti “iperattivi” che vengono segnalati dagli insegnanti per totale mancanza di disciplina o eccesiva vivacità. Da questo a definire un bambino psicotico il passaggio temo sia breve. Insomma vorrei fermare l’attenzione sul fatto che queste situazioni vanno continuamente monitorate, i dati andrebbero continuamente confrontati con altre regioni, per vedere che non vi siano eccessi, comunicazioni errate o segnalazioni fuorvianti. Gli psicofarmaci lasciano sempre dei segni, come disturbi della personalità e volte strascichi anche più pesanti. Occorre moltissima competenza, molto senso di responsabilità e molta attenzione", conclude il consigliere provinciale.
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