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Provinciali "salvati" dal Consiglio. La Uil: "Due pesi e due misure"

"Ora si assumono, di fatto senza concorso, un certo numero di dipendenti, molti dei quali probabilmente quadri e dirigenti. Ha senso?", è quanto chiede Ermanno Monari della Uil

Molto presto un disegno di legge dovrebbe approdare in Consiglio provinciale per sancire che i dipendenti "in esubero" da alcune Società controllate dalla Pat (Informatica Spa, Trentino Sviluppo, Itea, ecc) transiteranno all'Ente Provincia. Il numero esatto non si conosce, dovendo essere il risultato di un'azione di razionalizzazione della spesa e di accorpamenti delle tante Aziende pubbliche che la Provincia ha costituito in questi anni.

Per Ermanno Monari, segretario generale  della Ui Trentinol questa è una mossa  inaccettabile, nonchè una discriminazione nei confronti di tutti gli altri lavoratori che hanno perso il posto in questi anni, per non parlare del fatto che è inutile mantenere delle società pubbliche che alla fine non fanno risparmiare soldi pubblici, ma anzi hanno bisogno dell' aiuto dei soldi dei contribuenti per andare avanti: "Siamo sindacalisti e non e' facile dire di no all'ipotesi di ricollocare lavoratori che possono perdere il proprio posto di lavoro. Però lo facciamo. Per una serie di ragioni che proviamo a spiegare. In primo luogo perché questa scelta e' profondamente discriminante.

Migliaia di lavoratori trentini hanno perso il lavoro e purtroppo rischiano di perderlo in un futuro molto prossimo. Che senso ha salvarne, con il denaro pubblico, alcuni e abbandonare tutti gli altri. Due pesi e due misure inaccettabili, per chi abbia un po' di senso di giustizia. In secondo luogo perché si dimostra, al di là dei decreti Monti, che il proliferare delle molte società pubbliche trentine non ha portato a nessuna maggiore efficienza e a nessun risparmio per le casse pubbliche. Caso mai ha consentito qualche assunzione discutibile. Non ha nessun senso economico né sociale il fatto che - se le società, create dal pubblico e dipendenti dai finanziamenti pubblici, non funzionano - poi interviene lo stesso Ente per pagare i debiti e assorbirne il personale. Le Società, infatti, erano nate anche per evitare questo, per organizzare meglio certe attività risparmiando denaro pubblico. Rimane il fatto che, come sempre, l'onere ricade poi completamente sul contribuente e sulla collettività. In barba alla tanto sbandierata revisione della spesa."
 

Il segretario della Uil va avanti e si concentra sulle assunzioni senza concorso fatte in Provincia che più volte hanno fatto discutere: " Ora si assumono, di fatto senza concorso, un certo numero di dipendenti, molti dei quali probabilmente quadri e dirigenti. Ha senso? Si motivano così i dipendenti assunti con regolare concorso? E' questa la famosa revisione della spesa? Dopo aver creato Società che ci dovevano aiutare a risparmiare adesso ci si fa carico dei loro dipendenti, quadri o dirigenti (assunti senza regole)? Con la Provincia che, come sempre, sborsa per pagare errori propri e di altri?  Se siamo di fronte ad un caso specifico lo si valuti con calma, ma la soluzione non può' essere una norma generalista che apre un'autostrada. Se in determinate società vi sono eccedenze di personale e' necessario capire come si sono determinate, dato che dovevano essere autorizzate dalla Giunta. E prevedere il divieto assoluto di future assunzioni. Altrimenti diventano uno strumento indecente per reclutare chi si vuole andando ad occupare posti provinciali senza espletare i concorsi.



 

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