"Al sol de marz e a 'l amor de le putèle..." proverbi trentini di stagione

Del sole di Marzo non ci si può fidare, il saggio trentino lo sa e non aspetta nè le rondini nè i fiori ma osserva piuttosto la segale e la vigna

Trento, quartiere Cristo Re, sabato 5 marzo 2016

Al sol de marz e a l'amor de le putèle no ghe se crede" recita il proverbio. La relazione tra il sole ed i trentini a marzo è ancora, per così dire, giovanile, immatura. Meglio non fidarsi, del resto si sa che "Marzo no 'l gh'à en dì come 'n altro" ed è una credenza che sembra essere confermata anche quest'anno. Neve a bassa quota, poi ancora cielo soleggiato e così via, con le temperature in ribasso nei valori minimi ed in aumento nei valori massimi.

Neve che arriva abbondante ma tardi, e che se ne andrà presto: "La nef marzolina la dura da la sera a la matina". Il celebre proverbio secondo cui "una rondine non fa primavera" è declinato, alla trentina, nel detto "Per en fior no se resta de far primavera".

Il saggio trentino sa infatti che le rondini arrivano puntuali, incuranti degli aspetti meteorologici della stagione: "De la Madona le vèn, de la Madona le va". Arrivano con la Madonna (Annunciazione di Maria, 25 marzo) e con la Madonna (Natività di Maria, 8 settembre) se ne vanno.

Se un fiore non fa primavera bisogna tenere d'occhio altri vegetali: "Se la fiorìs de marz, va col sac" riferito alla segale, "Se la vigna la buta de marz la 'mpieniss en tinàz, se la buta de april la 'mpieniss en barìl" ovvero la vendemmia sarà abbondante se le prime gemme della vigna compariranno a marzo, scarsa se compariranno ad aprile.

Presagio di sventura non molto velato è, invece, la crescita precoce dell'erba di prato: "Se 'n marz buta erba, 'n april buta merda". Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è la pioggia a risvegliare le piante, ma il sole.

L'acqua servirà più tardi: "Marz sut e april bagnà beato el vilàn che l'ha somenà". La pioggia a marzo è piuttosto considerata, anche in questo caso, un brutto presagio: "Se piove de marz, tutt l'an ars". Un mese di transizione insomma, almeno fino al 19 quando ormai l'ingresso nella primavera è ufficiale, sancito dalla festività di San Giuseppe. Su questo punto la saggezza popolare è perentoria: "De San Giusep no se scalda pù el let".

Tutti i proverbi riportati in questo articolo sono presi dal volume "Proverbi de Trènt" di Walter Pedrotti, edizioni Demetra

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