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Protonterapia: finalmente le carte sono in regola, entro fine mese il primo paziente

Tecnicamente tutto era pronto più di un anno fa, ma l'Apss doveva ancora ottenere le autorizzazioni necessarie, rilasciate dal Ministero. Nel frattempo è stata creata un'unità operativa apposita, dove lavorano 20 persone, in collaborazione con il personale di Iba, l'azienda belga che ha montato i macchinari. Il direttore Amichetti conferma: "Entro fine mese si parte"

Tecnicamente era pronto più di un anno fa, ora pare che il centro di Protonterapia di via al Desert abbia finalmente le carte in regola per iniziare a curare i tanti pazienti già inseriti nelle liste d'attesa. Dopo lo scioglimento della società Atrep, costituita appositamente per gestire la fase preparatoria, ed il passaggio di consegne all'Apss ora il centro è a tutto gli effetti un'unità operativa in capo all'ospedale di Trento, come uno dei tanti reparti del S. Chiara, certo un reparto un po' speciale costato la bellezza di 100 milioni di euro.

La data di arrivo del famoso "primo paziente" è stata procrastinata più volte negli ultimi due anni (il primo annuncio dava per certo gennaio 2013), adesso è questione di giorni. "Fervono i preparativi, siamo ad un passo dalla tanto attesa apertura e senza dare una data precisa possiamo dire con certezza che inizierano entro fine mese" spiega il dottor Maurizio Amichetti, direttore del centro "in realtà va detto che abbiamo già da tempo iniziato ad accogliere i pazienti per studiare i loro casi, attraverso tac e altri esami, abbiamo però una serie di limitazioni poichè il servizio non è incluso nei Lea, i livelli minimi di assistenza nazionali".

In attesa che il servizio venga incluso nella sanità nazionale, la terapia sarà gratuita per i trentini, a pagamento per i pazienti da fuori provincia: caso per caso il servizio potrà essere pagato dall'assistenza sanitaria delle altre regioni, oppure privatamente. Nel centro attualmente lavorano (oltre al personale di IBA, la multinazionale belga responsabile del montaggio e del collaudo dei macchinari, e Mantovani, impresa che ha realizzato l'edificio) venti persone, assunte dall'azienda sanitaria provinciale, tra medici, tecnici e fisici, figura quest'ultima di recente istituzione. 

Il ritardo dell'apertura, almeno per quanto riguarda l'ultimo anno, è stato dettato dalla mancanza delle necessarie autorizzazioni: quella provinciale è stata rilasciata ad agosto, e oco dopo è arrivata anche quella ministeriale per l'utilizzo di radiazioni ionizzanti. 

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