Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Ore sulla strada e notti passate in un bivacco: arrestati due uomini per sfruttamento della prostituzione

Le vittime vivevano un vero e proprio incubo, essendo ventiquattro ore al giorno controllate dai propri aguzzini. Gli stessi le costringevano a stare sulla strada per circa 8-9 ore al giorno, con qualsiasi condizione climatica

Una foto del bivacco

Rintracciati e arrestati dai militari della Compagnia Carabinieri di Bolzano due giovani perché ritenuti responsabili, in concorso, del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La brillante operazione di servizio, che ha visto impegnati decine di militari dell’Arma, è il frutto una complessa attività d’indagine condotta dalla Stazione di Sarentino, sotto l’attenta direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano. La stessa è iniziata ad aprile del 2021 ed è stata portata avanti con numerosi servizi di osservazione e pedinamento, con l’utilizzo anche di videocamere notturne, che hanno consentito di effettuare riprese degli indagati durante la loro azione criminale. L’indagine soprattutto ha permesso di salvare due donne, vittime dei due sfruttatori.

Salvate da questo incubo grazie al lavoro di squadra messo in campo e all'aiuto del gruppo “Volontarius”, una rete no profit che opera a Bolzano e ispirata da principi di volontariato, le due giovani donne sono state portate in strutture protette e saranno aiutate anche nel loro prossimo percorso di vita. In particolare, il “Progetto ALBA” che ha la finalità di emersione, assistenza e integrazione socio lavorativa per persone vittime di tratta e grave sfruttamento.

Alla conferenza stampa che si è tenuta martedì 29 giugno, i carabinieri hanno fortemente voluto partecipassero anche rappresentanti di Volontarius e della Caritas diocesana. La Caritas ha infatti sviluppato il progetto Casa Margaret. Si tratta di una realtà che vuole restituire la dignità, l’autostima e la speranza alle donne in stato di bisogno.

Le vittime vivevano un vero e proprio incubo, essendo ventiquattro ore al giorno controllate dai propri aguzzini. Gli stessi le costringevano a stare sulla strada per circa 8-9 ore al giorno, con qualsiasi condizione climatica, in più di un'occasione, infatti, le donne sono state costrette a restare sotto la pioggia battente, controllate a vista dai loro sfruttatori, che invece rimanevano comodamente al riparo dall’acqua.

Gli arrestati, che erano soliti richiamare le vittime con fischi e urla, trattandole di fatto quasi come fossero animali al pascolo, costringevano poi queste donne a vivere all’addiaccio e in particolare all’interno di un bivacco improvvisato con tende da campeggio, allestito sotto il pendio del Virgolo a ridosso della strada statale. Un luogo potenzialmente pericoloso dal punto di vista idrogeologico a causa dei possibili smottamenti e per allontanarsi dal quale era necessario attraversare la strada in un punto privo di strisce pedonali e dove le auto transitano a velocità elevate. Anche dopo la pioggia le vittime erano costrette, bagnate e sicuramente infreddolite, a tornare nel bivacco, dove ovviamente non erano presenti servizi igienici.

Gli arrestati, che dovranno rispondere del grave reato contestato, al termine delle operazioni di foto-segnalamento sono stati portati all'interno della casa circondariale di Bolzano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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